La curiosità è una dote innata che impone al viaggiatore di non accontentarsi mai di ciò che conosce ma di indagare in profondità nuovi territori, varcando continuamente confini geografici e culturali.Tale dote è la molla che da sempre muove il percorso di vita di Gioacchino Obrietan, viaggiatore instancabile, esploratore curioso e intraprendente che da anni compie lunghissimi viaggi in Oriente alla ricerca di tutto ciò che è prezioso, insolito, nascosto e lontano.
Ideale corollario di tale passione, che condivide con i suoi cari e che l’ha portato a creare in Italia, alle porte di Vicenza, una delle maggiori Gallerie d’antiquariato orientale, è ora la creazione del primo Museo in Italia di antiquariato orientale.
Nelle antiche stanze di Villa Orna, a Brendola, il prossimo 11 giugno 2005, sarà inaugurato il Museo Obrietan dedicato alle sue collezioni private e che vedrà esposta al pubblico una raccolta unica e preziosa di mobili, oggetti e suppellettili antichi provenienti dall'Estremo Oriente.
Un percorso culturale millenario di storia Cinese, Tibetana e Vietnamita suddiviso in cinque sezioni: il Celeste Impero, con mobili ed oggetti dell’antica Cina; il “Tesoro di Hoi-An”, preziose porcellane provenienti da una nave tailandese del 1440 affondata al largo del porto vietnamita di Hoi-An; la straordinaria collezione di antiche campane orientali, provenienti da Cina e Tibet; una sezione dedicata ad Arte e spiritualità dell’Antico Tibet, con mobili monastici, sculture e oggetti rituali; in fine “La vita quotidiana” con l’esposizione al pubblico di oggetti e mobili d’uso domestico dalla Cina fino alle popolazioni dell’Himalaya.
Il Museo Obrietan, creato in collaborazione con i professori Xu Jing Tian, esperto di storia orientale e Mario de Ruitz, della Classe Scienza e Tecnica dell'Accademia Olimpica di Vicenza, sarà allestito, come detto, a Villa Orna a Brendola e aperto al pubblico con le seguenti modalità: nei giorni da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00; domenica, lunedì e festivi solo su appuntamento.
In occasione dell’inaugurazione ufficiale del Museo sarà aperta una mostra temporanea intitolata “Lo Sguardo di Buddha” dedicata all’immagine di Buddha.
L’allestimento dello spazio museale e delle collezioni permanenti è curato dall’architetto Paola Trevisan con la direzione artistica di Elisabetta Zanin. Sono inoltre previsti una sala video e un bookshop.
Museo Obrietan
Ufficio stampa
Studio DCR & C. – Vicenza - Tel. 0444 544852 - Fax 0444 544762- e-mail: [email protected]
Villa Orna Obrietan
Via Einaudi 24 - Brendola (Vi)
(A 500 mt dall’ Autostrada A4 - Uscita Montecchio Maggiore)
Tel. 0444 490413 - Fax 0444 189809 - [email protected] - e-mail: [email protected]
numero verde: 800 189 502
Orari
Da martedì a sabato
Mattina: ore 10.00-12.00
Pomeriggio: ore 16.00-19.00
Domenica, lunedi e festivi: visite solo per appuntamento.
Visite guidate
Su prenotazione e per gruppi fino a 25 persone sono previste visite culturali del museo e della galleria Thais.
Ingresso
biglietto intero: euro 5,00
biglietto ridotto: euro 3,00
Bookshop
Apertura in anteprima riservata alla stampa: sabato 11 giugno 2005 alle ore 16.30.
“... devi sapere, è il più bel palazzo che sia mai esistito.
Il tetto è eminente ed i muri del palazzo sono interamente ricoperti di oro e argento. Essi sono anche adornati con dragoni, animali e uccelli, cavalieri e idoli. E anche sui soffitti non vedi altro che oro e argento. Il palazzo e così vasto, così ricco e così magnifico che nessun uomo della terra potrebbe progettare niente di superiore ad esso..."
Marco Polo – “ Il Milione”
Museo Obrietan: 11 giugno 2005 nasce a Brendola, alle porte della città di Vicenza, il primo museo in Italia interamente dedicato all’antiquariato Orientale. Una raccolta unica e preziosa di mobili, oggetti e suppellettili provenienti prevalentemente da Cina e Tibet.
Un percorso culturale e filologico che racconta l’ultimo millennio di storia Orientale, attraverso oltre 200 esemplari della grandezza, artigianale ed artistica,dell’antica Asia.
Una raccolta di oggetti preziosi che hanno trasformato le stanze di Villa Orna, dimora veneta settecentesca, in preziosi volumi di millenaria saggezza dove, attraverso oggetti e mobili finemente decorati, si raccontano le straordinarie imprese di nobili e reggenti e la vita umile e quotidiana di civiltà lontane.
Possiamo affermare che se inimmaginabile fu lo stupore che provò, il viaggiatore e mercante, Marco Polo di fronte alle meraviglie del Catai, non di minore entità sarà la sorpresa di chi varcherà, per la prima volta la porta del Museo Obrietan, luogo d’arte, cultura e spiritualità.
Il museo è suddiviso in cinque sezioni:
Molti tra i pezzi più pregiati appartengono al periodo del regno di Qianlong (1736-95).
In quegli anni, l’Impero dei Qing raggiunse il suo apice per espansione geografica, sviluppo demografico ed economico. In un clima di prosperità generale anche la produzione di opere artistiche di grandissimo livello ebbe un forte impulso.
Tanta serenità, la possiamo ancora respirare attraverso i decori e le simbologie riprodotte sopratutto su armadi e piccoli contenitori.
L’uso d’ideogrammi e disegni, trasformano un funzionalissimo mobile in un elemento di forza o di riflessione, in ogni caso un mezzo di comunicazione altamente simbolico. Così pure di forte impatto emotivo, sono le insegne in legno, dipinte o intagliate, riportanti frasi e motti, che sono quasi sempre moniti o auspici di prosperità per il lavoro e la vita domestica.
In questa sezione si è voluto, inoltre, porre l’accento sulla fattura dei mobili, per i quali si usavano, spesso essenze lignee pregiate. La costruzione di ogni piccola parte era studiata fin nei minimi particolari: incastri complessi, serrature metalliche sorprendenti per fattura ed ingegno, sono l’esempio tangibile della grandezza e maestria dell’ingegno umano.
Alcuni esemplari, significativi dell'arte campanaria Cinese degli ultimi cinquecento anni, sono esposti in questa sezione del Museo Obrietan e fanno parte dalle ricca collezione privata della galleria d’antiquariato Thais. Una rassegna storica ed artistica che ripercorre le ultime due dinastie cinesi.
La storia di questa collezione privata nasce per caso alcuni anni fa, quando il direttore di un museo italiano espresse il desiderio di acquisire una campana cinese antica. Quella che all'inizio era una semplice commissione si trasformò in un'appassionante attività di esplorazione che ha condotto i ricercatori della galleria Thais negli angoli più remoti della Cina, alla scoperta di esemplari rari e preziosi.
Da oggetti utilizzati per la conservazione di cibi, suppellettili e vestiario, si passa alle selle per le cavalcature e agli attrezzi di lavoro particolari e inusuali.
Vi sono anche strumenti musicali, sigilli e oggetti utilizzati per la scrittura e la calligrafia. Tutte le arti sono qui rappresentate attraverso gli utensili utilizzati dall’uomo, per realizzare le proprie opere creative.
Non mancano neppure gli oggetti da difesa come coltelli o antichi pugnali e chiusi nei loro preziosi foderi.
Un percorso piacevole per comprendere civiltà lontane e comparare la loro con la nostra di tradizione vernacolare.
Particolarità, che di certo stupirà il visitatore, è la ricostruzione di un piccolo monastero, operazione resa possibile grazie al ritrovamento di alcuni elementi costruttivi (colonne, travi ed architravi intagliate e colorata), provenienti da antichi monasteri Tibetani, irrimediabilmente distrutti e perduti.
La scoperta di queste ceramiche vietnamite assunse una tale rilevanza a livello mondiale, che l’UNESCO, in seguito al ritrovamento, dichiarò Hoi an "Patrimonio dell’umanità". Del carico recuperato, una parte fu donato ai musei del Vietnam, un’altra parte, più consistente, acquistata dai principali musei del mondo e il resto del tesoro messo all’asta, nel 2001, a S. Francisco, in California. La Galleria Thais, in quell’occasione, partecipò all’importante evento assicurandosi alcuni tra i migliori esemplari, molti dei quali oggi esposti in questa sezione del museo.
Il museo ospita, inoltre uno spazio dedicato alle mostre temporanee, una sala audio video, e il bookshop.
L’IDEA
Assomiglia ad un racconto fantastico, il percorso della vita di Gioacchino Obrietan, che assieme alla sua famiglia ha realizzato il primo museo in Italia d’antiquariato Orientale.
Viaggiatore instancabile, esploratore curioso ed intraprendente, Gioacchino Obrietan, da anni, compie lunghissimi viaggi in oriente alla ricerca di tutto ciò che è prezioso, insolito, nascosto e lontano.
Una passione inesauribile che condivide con i suoi cari e che lo ha portato alla creazione di - Thais - la più ampia e completa galleria d’antiquariato orientale del nostro paese, punto di riferimento per collezionisti ed appassionati d’arte.
Oggetti e arredi d’epoche lontane e di impeccabile fattura, provenienti dalla Cina, Tibet, Birmania e Vietnam ritrovano gloria e splendore negli ambienti affascinanti di Villa Orna. Come ogni vero ricercatore, da ogni viaggio Gioacchino Obrietan ha portato in Italia, oltre ad emozioni e ricordi (spesso catturati in immagini e filmati) anche oggetti insoliti e mobili di tale preziosa e irraggiungibile perfezione da non potersene più separare. Una collezione incredibile di campane, preziose porcellane provenienti da una nave tailandese del 1440 affondata al largo del di Hoi an in Vietanam, mobili e oggetti dalla Cina e dal Tibet, carichi di storia e spiritualità... questo è il tesoro della famiglia Obrietan.
Tanta bellezza non poteva essere tenuta nascosta, ma resa manifesta, in una sorta di viaggio a ritroso nel modo dell’arte e della cultura di paesi lontani.
Nasce così la volontà di dedicare una parte della Galleria Thais ad uno spazio espositivo permanente, un museo in continua evoluzione.
Un unicum nel panorama dei musei italiani, creato in collaborazione con il professore Xu Jing Tian, esperto d’arte e cultura cinese, che ha accertato, la datazione, e la provenienza d’ogni esemplare presente nel museo.
Per i visitatori il museo è un occasione culturale importante, un’esperienza indimenticabile e formativa.
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