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Dante e Giotto, un incontro?

26 gennaio 2006

L’accademico olimpico Franco Barbieri, dell’Università Statale di Milano, notissimo studioso di storia dell’arte, ne parlerà durante la conferenza in programma per giovedì 26 gennaio, alle 17.30, nell’Odeo del Teatro Olimpico. L’occasione è data dal recente anniversario della consacrazione della Cappella degli Scrovegni: già costruita e dedicata alla Vergine nel marzo del 1303, due anni venne solennemente consacrata; il settimo centenario dell’avvenimento è stato ricordato con una nutrita serie di iniziative.

Conferenza dell’accademico olimpico Franco Barbieri a Vicenza, nell'Odeo del Teatro Olimpico, giovedì 26 gennaio 2006 alle ore 17.30.

Nei primi anni del Trecento, precisamente fra il 1303 e il 1306, Giotto di Bondone realizzò, nella cappella che Enrico Scrovegni aveva fatto costruire a Padova, il ciclo di affreschi che è uno dei suoi più eccelsi capolavori. Nello stesso periodo, Dante Alighieri soggiornava a Verona, ospite di Bartolomeo della Scala. E’ possibile che i due si siano incontrati, magari proprio nella Cappella degli Scrovegni? L’ipotesi è affascinante, anche perché potrebbe far supporre una comunanza di intenti tra due grandi protagonisti dello stesso clima culturale.
L’accademico olimpico Franco Barbieri, dell’Università Statale di Milano, notissimo studioso di storia dell’arte, ne parlerà durante la conferenza in programma per giovedì 26 gennaio, alle 17.30, nell’Odeo del Teatro Olimpico.

L’occasione è data dal recente anniversario della consacrazione della Cappella degli Scrovegni: già costruita e dedicata alla Vergine nel marzo del 1303, due anni venne solennemente consacrata; il settimo centenario dell’avvenimento è stato ricordato con una nutrita serie di iniziative. Inoltre, è stata da poco avviata una campagna di restauro dell’importante edificio, interessato da un incessante flusso di visitatori.

In tale contesto è tornata alla luce l’ipotesi dell’incontro fra Giotto e Dante. Tuttavia, si chiede il presidente dell’Accademia Olimpica Fernando Bandini, “tale parallelismo è effettivamente ragionevole? O si tratta di un topos che, per comoda opportunità, offuschi la corretta valutazione di due altissimi ingegni, quale emergerebbe nel constatarne la fondamentale diversità sia sul piano umano che in quello operativo? Siamo di fronte a manifestazioni univoche di un identico momento o assistiamo al tramonto di un’epoca e all’aprirsi di un nuovo periodo?”.
Il maturarsi delle acquisizioni della critica possono offrire l’opportunità di alcune riflessioni in proposito, che saranno condotte dal prof. Barbieri.