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La Carità a Vicenza: I luoghi e le immagini 2002
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LA CARITÀ A VICENZA: I luoghi e le immagini
Organizzazione:
IPAB di Vicenza, Soprintendenza per il Patrimonio Storico-Artistico e Demoetnoantropologico del Veneto, Regione del Veneto, Provincia di Vicenza, Comune di Vicenza
Comitato Scientifico:
Maria Elisa Avagnina, Mario Bagnara, Franco Barbieri, Guido Beltramini, Roberto Borghero, Mario Giulianati, Ermenegildo Reato, Anna Spiazzi, Chiara Rigoni, Marina Verlato
La città di Vicenza torna a porsi come protagonista all'interno del panorama artistico e culturale nazionale attraverso un'esposizione di alto valore e significato che, in linea con numerose iniziative promosse negli ultimi anni in alcune importanti città, quali Bologna, Verona e Milano, è rivolta a valorizzare il ricco patrimonio artistico delle proprie istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. A partire dal prossimo 19 aprile, fino al 14 luglio 2002, nella prestigiosa sede della Basilica Palladiana, saranno esposti 130 dipinti, oltre a sculture, oreficerie sacre e manufatti tessili che fanno parte del cospicuo patrimonio dell'IPAB di Vicenza.
La mostra, intitolata La Carità a Vicenza: i luoghi e le immagini, costituisce un'occasione unica per ammirare insieme riunite le opere d'arte provenienti dalle numerose chiese annesse agli istituti di assistenza dell'ente ed il patrimonio di quadri acquisiti nel tempo, attraverso lasciti e disposizioni testamentarie, da ospedali e luoghi pii che hanno offerto carità ed assistenza ai poveri, ai malati e agli orfani della città. Attraverso lo sviluppo delle prime istituzioni pubbliche di assistenza, sorte a partire dal XIV secolo, cresciute ed ampliatesi nel corso dei secoli, e confluite nel 1807 nella Congregazione di Carità, è possibile ripercorrere le vicende della storia civile e sociale di Vicenza.
Le ricerche e la vasta campagna di restauri promossa dall'IPAB hanno consentito di approfondire la lettura e le vicende dei quadri della raccolta, molti dei quali inediti, che ora trovano una loro collocazione nel complesso disegno della storia cittadina e nel panorama dell'arte vicentina e veneta. I restauri e le indagini hanno restituito una raccolta vasta e di grande interesse, costituita nella gran parte da dipinti di ambito vicentino che documentano in modo puntuale lo svolgersi della storia artistica locale dal Quattrocento ai primi del Novecento, rivelando tuttavia anche inedite presenze veronesi da una parte e veneziane dall'altra, oltre a qualche rara opera estranea all'ambiente veneto, quale ad esempio la smagliante Deposizione tratta dal famoso dipinto di Federico Barocci. In alcuni casi il contributo offerto dal restauro per lo studio delle opere si è rivelato determinante, come per il prezioso dipinto della Madonna della Misericordia, commissionato nel 1412 da Giampietro Proti per l'ospedale da lui fondato, opera che è stata possibile confermare Battista da Vicenza. Un nucleo importante della raccolta è costituito da un gruppo di dipinti riferibili al Cinquecento veneto, tra cui compaiono opere di Francesco Vecellio, Domenico Tintoretto, Gerolamo Bassano, alle quali si aggiunge un raro dipinto con i Santi Pietro, Vitale e Prosdocimo (1583) attribuito in questa sede a Camillo Ballini, artista bresciano e attivo a Venezia.
La seconda metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento sono fortemente connotati dalla presenza di Alessandro Maganza e della sua bottega, di cui si conservano ben tredici dipinti, tra i quali, oltre alle celebrate pale di san Valentino e a quella con san Gerolamo Emiliani della chiesa della Misericordia, si segnala l'inedita Comunione di Santa Lucia. Contributo importante per la conoscenza dell'ambiente gravitante intorno ai Maganza viene offerto da alcune opere attribuite a Porfirio Moretti, artista di formazione bassanesca e figura emergente nel panorama artistico vicentino tra Cinque e Seicento, che influenz˜ più di quanto si possa sospettare lo sviluppo dell'arte locale. All'inizio del Seicento si colloca un piccolo gioiello della raccolta, l'importante Orazione nell'orto degli ulivi, opera giovanile del veronese Alessandro Turchi che si data negli anni immediatamente precedenti la sua partenza per Roma, dove fu uno tra i più celebrati artisti del suo tempo. Il nucleo più cospicuo della raccolta è costituito dai dipinti del Seicento, il grande secolo della pittura vicentina. A Francesco Maffei appartengono, oltre al poco noto Miracolo dell'acqua di san Girolamo Emiliani del periodo giovanile, la straordinaria Visitazione dell'oratorio dei Proti, opera tarda, cui il restauro ha restituito una delicata intonazione rosata e la drammatica Strage degli innocenti, originalissima interpretazione barocca del famoso modello di Guido Reni. Giulio Carpioni è documentato attraverso la tarda Sacra Famiglia con san Giovannino e santa Elisabetta. La sua decisiva influenza sulla pittura vicentina dell'epoca è testimoniata nella raccolta attraverso le opere degli allievi diretti, quali Giuseppe Tomasini e Giovanni Cozza e quelle dei numerosi pittori di ispirazione carpionesca che connotarono con le loro presenze il panorama locale fino oltre il Settecento.
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