Carnevale perché?
Tutto ciò che c'è da sapere sulla storia della festa più pazza dell'anno.
Secondo la teoria più accreditata, la parola Carnevale sarebbe etimologicamente legata all’idea di astinenza: cade nel mese di febbraio, anticamente considerato mese della purificazione e dei morti.
Un’altra interpretazione lo vede come un momento di libertà temporanea concessa agli istinti elementari; ancora, sarebbe stato il periodo di grandi abbuffate di carne, per esaurire le scorte invernali prima dell’inizio della primavera.
In poche parole: un periodo di sregolatezza, inteso come valvola di sfogo, per canalizzare le tendenze meno nobili che albergano nell'animo umano.
La durata varia a seconda delle prescrizioni ecclesiastiche e precede il periodo della Quaresima.
Diverse sono le date di inizio della festa più spensierata dell’anno. Più semplice è indicare la conclusione: il martedì che precede il mercoledì delle Ceneri salvo che per il calendario ambrosiano, quando la fine slitta alla prima domenica di Quaresima.
Tradizionalmente, il carnevale è il prosieguo di feste e riti più antichi, per lo più della stagione invernale, durante la quale la vita sociale era più intensa.
Tutti questi riti e credenze erano in relazione con la scomparsa della luce del sole per un certo periodo e la sua repentina riapparizione con l’avvicinarsi della primavera.
La gioia e la maschera, distensione ed evasione del Carnevale moderno, servivano in origine a scacciare gli spiriti maligni e la maschera assimilava l’uomo all’animale, accorpandogli, simbolicamente e temporaneamente, anche la potenza divina degli animali sacri.
Per quel che riguarda i paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, il Carnevale ha un’origine agricola e insieme storica, discendente da feste classiche che attenevano sempre alla purificazione e alla fertilità.
Le Antesterie o feste di Dioniso: tre giorni di bagordi che cominciavano con l’ebbrezza, una sfilata del carro del dio Dioniso insieme a personaggi mascherati e a un toro sacrificale.
I Saturnali romani, festeggiati in realtà a dicembre, ma spostati dalla Chiesa per non turbare le festività natalizie che vi si erano sovrapposte.
I Lupercali dell'antica Roma (in febbraio), che consistevano nella corsa sfrenata di giovani per lo più nudi o cinti di corregge di pelle di capre, con le quali frustavano le donne per renderle fertili.
Altre feste emblematiche si svolgevano a Babilonia per l’equinozio di primavera, il momento in cui si rinnova la vita, che veniva salutato dal popolo con processioni di carri. Tutte queste feste cadevano nello stesso periodo del Carnevale.
E il passaggio dal vecchio al nuovo, non dimentichiamo che anticamente l'anno iniziava in marzo, è anche testimoniato da alcune leggende connesse al Carnevale.
Durante il cristianesimo, la Chiesa tollerò la parte gioiosa delle feste, facendo perdere le connotazioni magiche e rituali. Nel medioevo erano di gran moda i balli mascherati e nei secoli XV e XVI era normale fare mascherate pubbliche. Nel XVIII secolo, in Francia, fecero la loro comparsa i balli mascherati dell’Opéra.
altri carnevali italiani famosi in rete:
Carnevale di Venezia: www.carnevale.venezia.it