Percorrendo la Riviera Berica, pochi chilometri a sud di Vicenza, un campanile alto e aguzzo annuncia Lumignano, grossa frazione di Longare che lega la propria fama alla
coltivazione dei piselli. A introdurla furono, a quanto pare, gli stessi monaci Benedettini che intorno al Mille bonificarono la bassa pianura vicentina. E qui, ai piedi delle rupi che imbiancano questo versante dei Colli Berici, il dolce legume trovņ un habitat ideale. L'esposizione e il calore trattenuto dalle rocce permettevano una produzione
eccezionalmente precoce, primizia tra le primizie. Alla felicitą del luogo si aggiunse l'abilitą dei coltivatori, che nei secoli selezionarono una varietą di eccezionale pregio. I piselli di Lumignano, viaggiando sul Bacchiglione giungevano a Venezia e qui sublimavano in un risotto destinato alla tavola dei dogi il 25 aprile, festa di S. Marco.
Negli anni dell'esodo dalle campagne questo commercio č decaduto e oggi dagli orti familiari esce quel che basta per pochi privilegiati e per la Festa dei Bisi che si tiene in maggio con puntuale concorso di golosi. La varietą locale č andata dispersa ma, evidentemente, i piselli di Lumignano hanno ancora un gusto impareggiabile. Quel che conforta č che qualcuno ha preso a liberare dai rovi gli antichi orti a terrazze e a piantarvi nuovi filari di questi legumi dai bei racemi fioriti. E chissą che da qui a qualche anno non riemerga dall'oblio, per miracolo o prodigio della scienza, anche l'antica semente.
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