La zona a denominazione di origine controllata interessa 12 comuni della fascia collinare che dal Brenta si spinge oltre l'Astico e tra questi il capofila Breganze. I vigneti
iscritti a registro si stendono su circa 3.000 ettari con una produzione annua di oltre 200.000 ettolitri. Oltre ai vitigni di importazione che rappresentano una costante
della viticoltura veneta, si segnalano il Marzemino, di provenienza trentina, e un vitigno indigeno, il Vespaiolo, dal grappolo piccolo e allungato, con acini di un
bellissimo colore dorato, la polpa succosa e dolce, attrazione irresistibile per gli insetti che ne hanno suggerito il nome. Viene utilizzato, oltre che per l'omonimo bianco asciutto, per la produzione del Torcolato, un passito a prolungato invecchiamento che si addice al fine pasto o alla meditazione. I vini riconosciuti dal disciplinare sono: Bianco (a prevalenza di Tocai friulano), Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, Torcolato e Vespaiolo; Rosso (a base Merlot), Cabemet, Cabemet Sauvignon, Marzemino e Pinot Nero. Due appuntamenti enologici: il Festival del Vino, che ha luogo a Breganze in maggio, e la Prima dei Torcolato, vale a dire la pigiatura pubblica che si tiene in gennaio, in localitą sempre diverse, per dare simbolico avvio alla vinificazione delle uve tenute ad appassire.
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