Le ultime propaggini dei Monti Lessini, a ovest di Vicenza, sono luoghi che per la loro eccezionale qualità ambientale conoscono la vite fin dai primi secoli dopo Cristo. In
epoca longobarda vi sorse Gambellara, cui oggi è demandato il compito di tenere alta la tradizione vinicola che trova attualità nei circa 1000 ettari dell'omonima zona a
denominazione di origine controllata. Orgoglio dell'enologia locale è il vitigno indigeno Carganega, generoso sia per la loro duplice attitudine da vino e da tavola, sia per l'esuberanza dei grappoli, grandi e alati, dagli acini colore giallo dorato. Staccandone le «recie», le orecchie, vale a dire i racimoli più alti e meglio esposti al sole, che poi vengono appesi ad appassire dai 30 ai 90 giorni, si trae il Recioto, vino da meditazione di eccezionali qualità che da solo vale la conoscenza di questi luoghi. Il disciplinare gli affianca un bianco asciutto, detto tout court Gambellara, e un Vin Santo che fissano il dato di produzione annuale intorno ai 55.000 ettolitri. Buona parte passano per le mani della famiglia Zonin, che vi opera dal secolo scorso e merita la citazione per essere titolare della principale cantina privata d'Italia, con aziende dal Piemonte alla Sicilia (interessante, presso la sede storica, il piccolo museo della tradizione contadina). Vengono infine le manifestazione enologiche, equamente divise tra autunno e primavera: il 13 aprile a Selva di Montebello si tiene la Festa dei Vini Doc; il 27 settembre, a Gambellara, Festival dell'Uva e del Recioto.
|