Tre zone esclusive a denominazione di origine controllata - Breganze, Colli Berici e Gambellara più una in comunione con Verona - Lessini Durello - sono il biglietto da
visita della Vicenza vinicola. A questo si aggiunga una produzione che sarebbe sbagliato definire minore solo perché estema ai perimetri ufficiali della qualità: si pensi, per esempio, al Clinto, il vino dei nostri padri cui Villaverla tributa ogni settembre un affettuoso omaggio. Poi, in campo produttivo, la provincia vanta sia la maggiore
cooperativa italiana, la Colti Berici di Lonigo, sia la più importante cantina privata, la Zonin di Gambellara. E nel campo degli studi la biblioteca La Vigna, custode di
splendide ampelografle e di altre rarità. A tutto ciò fa riscontro, nel settore del turismo, un salutare fermento che ha visto Lonigo e Barbarano entrare nel circuito delle
Città del Vino e tre cantine - Maculan di Breganze, Villa Magna di Sandrigo e Piovene di Villaga - aderire al Movimento Turismo del Vino. Poi vengono le 25 aziende coinvolte nella giomate di «Cantine Aperte», che a fine maggio porta migliaia di appassionati al la scoperta del mondo dei vignaioli. E infine, ai primi di novembre, la Fiera del Novello, che riunisce i produttori nazionali per il rito della sboccatura della prima bottiglia dell'anno.
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