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I giorni del riso e della pioggia. Dal delta del Mekong alle sorgenti del Tibet

Venerdì 9 Aprile 2010 alle 20.30 incontro con l'autore Tito Barbini - Sala Riunioni COOP - via Roma 21/A Recoaro Terme (Vi)

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I giorni del riso e della pioggia. Dal delta del M Dal Vietnam al Tibet, dal Delta del Mekong alle sue lontane sorgenti. Su questo itinerario reale se ne dipanerà un altro, non meno impegnativo e complesso, che porterà l'autore e protagonista di "I giorni del riso e della pioggia" a ripercorrere mentalmente la sua vita a ritroso, proprio come sta facendo col grande fiume.
E' tipico di Tito Barbini condurre ogni viaggio sul doppio binario del presente e del passato, usando i posti in cui si trova come porte temporali per i luoghi della propria anima. Dopo l'ex blocco comunista di "Caduta dal Muro", spunto di riflessioni su ideali e realtà politiche, lo scrittore toscano torna a percorrere e a scrivere dell'Asia, e questa volta lo fa navigando lungo uno dei suoi fiumi più importanti, che taglia da nord a sud l'Indocina e bagna Tibet, Birmania e Tailandia, e poi ancora Laos, Cambogia e Vietnam. Durante i giorni del riso e della pioggia il bagaglio esistenziale del viaggiatore si alleggerisce, come stemperato nella massa d'acqua del grande Mekong che egli sta risalendo «come un vecchio barcone incrostato di conchiglie, sabbia e antico cordame».
Non si legge di lussuosi alberghi di città e luoghi da cartolina, ma di piccole ed oscure pensioncine o case private in cui qualcuno, per arrotondare lo stipendio, affitta una camera.
Ovviamente il Vietnam evoca nell'autore ricordi e stati d'animo diversi e contrastanti: la contestazione pacifista, gli orrori della guerra, l'entusiasmo per la liberazione, le contraddizioni del quotidiano di un paese che ancora si definisce "socialista" e vive nel mito della propria "rivoluzione". E poi ancora la Cambogia che segnò la tragica epopea dei "Khmer Rossi", la Birmania e i suoi monaci in rivolta, fino al Tibet, tema caro a Barbini, il luogo in cui è più forte lo stridore fra la mitezza dei religiosi e la violenza di chi continua ad imporre su quella terra una logica di dominio militare.
E in questo lento andare, con quel senso di libertà che non serve ad aggiungere quanto piuttosto a ripulire, l'uomo riesce pian piano a sollevare se stesso e a svincolarsi - quasi - dal peso di domande e inquietudini accumalate in una intera esistenza. Perchè tutto quel che si riesce a riportare a galla scorre a pelo d'acqua con gran facilità.

Tito Barbini, ha alle spalle oltre trentacinque anni di impegno nelle istituzioni toscane. Nel 1970, giovanissimo, è stato eletto sindaco di Cortona, e in questa veste è diventato grande amico di un collega francese destinato a diventare un protagonista della storia europea, Francois Mitterand. In seguito è stato presidente della Provincia di Arezzo e, per quindici anni, assessore regionale. E' ormai a tempo pieno scrittore di viaggi, responsabile del Caffè letterario e delle attività culturali dell'Angolo dell'Avventura di Vicenza, collaboratore con il Caffè letterario dell'Angolo di Roma e realizzatore di numerose prime di viaggio, in particolare sulla via Della Seta.
01/04/2010

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