Di primo acchito li si direbbe tuberi, come le patate, ma per la scienza sono funghi ipogei, vale a dire organismi che hanno scelto di vegetare sotto terra in stretta simbiosi con alberi a foglia caduca e in special modo con le querce. Figli di delicati equilibri, sono chiari indicatori ambientali e abbondano solo là dove il bosco è sano. A orgoglio del Vicentino, nei Colli Berici si trovano quattro specie di tartufo nero: Tuber Melanosporum, o «pregiato»; - Aestivum, «d'estate» o «scorzone»; - Brumale, «d'inverno»; - Mesentericum, «ordinario», l'unico di scarsa rilevanza gastronomica. Epicentro della zona di ricerca è Nanto, che in luglio onora questo dono dei Colli con una festa, occasione da non perdere sia per apprezzarne alcuni utilizzi gastronomici sia per acquistarlo. Per il resto il mondo del tartufo ha tempi e modi che esulano dai consueti canoni. Unico punto di vendita stabile sono i banchi allestiti nei giorni di mercato sotto gli archi della Basilica di Vicenza. In soccorso dei più, viene però la benemerita iniziativa del Gruppo Ristoratori dei Colli Berici: sulle proprie tavole, per impegno statutario, il tartufo nero non potrà mai mancare.
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