testo di Ascanio Celestini
regia di Veronica Cruciani e Arturo Cirillo
con Veronica Cruciani
scene di Massimo Bellando Randone
musiche di Francesco De Melis
Ascanio Celestini torna a Schio, ma in questa stagione non sarà sul palcoscenico. Il programma ospita invece il suo testo "Le nozze di Antigone", portato in scena da una intensa Veronica Cruciani "Antigone" è un monologo in cui il personaggio della tragedia di Sofocle viene riproposto in una chiave moderna. È una ballata popolare ambientata in un contesto storico - tra la lotta partigiana e il dopoguerra - che viene però filtrato attraverso la dimensione del mito.
La protagonista racconta, a distanza di cinquant'anni, la vicenda di un padre che assume le sembianze di un Edipo contadino trascinato in epoca fascista. È un proletario, una vittima, un perdente, assassino per difesa di un gerarca del quale sposerà, per caso, la moglie. E la stessa Antigone, che per lungo tempo l'ha assistito mentre era malato, in un sogno ad occhi aperti desidera incestuosamente di impalmarlo per assumerne forse l'eredità storica.
È un "teatro del racconto" fatto delle parole semplici e musicali, ma concrete ed evocative a cui Celestini ci ha abituati. In Antigone il passato e il presente si confondono nell'immagine di un'umanità ferita e lacerata dalle vicende della storia.
Un percorso che guarda al contemporaneo, soffermandosi sulle emozioni e sul divertimento di un teatro per tutti. È questa la strada scelta dalla Fondazione nel costruire il programma di SCHIO GRANDE TEATRO 2004/2005. Una stagione che propone un programma eterogeneo per pubblici diversi, con un unico punto fermo: far riscoprire in ogni serata il piacere di venire a teatro.
La nuova stagione è stata pensata cercando il gusto e i suggerimenti dello spettatore – con un sondaggio realizzato prima dell'estate -, perché è prima di tutto allo spettatore che è dedicata.
Antigone abbandona le parole della tragedia classica e si traduce in una ballata popolare ambientata nel Ventesimo secolo. Ma nonostante questo spostamento in avanti, il testo di Ascanio Celestini – attore/autore di spicco dell'ultima generazione – conserva la dignità e il mistero del mito, perché il tono, come in tutti i sui lavori, ha l'aura epica della tradizione orale. L'Antigone portata in scena da Veronica Cruciani è la figlia di un Edipo contadino. Un Edipo vittima e perdente, che ha ucciso un gerarca fascista per difesa e che per caso ne sposa la donna. Con un omaggio a Elsa Morante, l'Antigone di Celestini si fa ballata popolare di romanesca aderenza alle cose, come in un sogno ad occhi aperti che coinvolge via via lo spettatore sino a commuovere.
Platea: intero € 14,00 - ridotto €12,00
Galleria: intero € 8,00 - ridotto € 7,00.
Organizzatore: Teatro Civico - telefono: 800601171 - mail: [email protected]
regia di Veronica Cruciani e Arturo Cirillo
con Veronica Cruciani
scene di Massimo Bellando Randone
musiche di Francesco De Melis
Ascanio Celestini torna a Schio, ma in questa stagione non sarà sul palcoscenico. Il programma ospita invece il suo testo "Le nozze di Antigone", portato in scena da una intensa Veronica Cruciani "Antigone" è un monologo in cui il personaggio della tragedia di Sofocle viene riproposto in una chiave moderna. È una ballata popolare ambientata in un contesto storico - tra la lotta partigiana e il dopoguerra - che viene però filtrato attraverso la dimensione del mito.
La protagonista racconta, a distanza di cinquant'anni, la vicenda di un padre che assume le sembianze di un Edipo contadino trascinato in epoca fascista. È un proletario, una vittima, un perdente, assassino per difesa di un gerarca del quale sposerà, per caso, la moglie. E la stessa Antigone, che per lungo tempo l'ha assistito mentre era malato, in un sogno ad occhi aperti desidera incestuosamente di impalmarlo per assumerne forse l'eredità storica.
È un "teatro del racconto" fatto delle parole semplici e musicali, ma concrete ed evocative a cui Celestini ci ha abituati. In Antigone il passato e il presente si confondono nell'immagine di un'umanità ferita e lacerata dalle vicende della storia.
Un percorso che guarda al contemporaneo, soffermandosi sulle emozioni e sul divertimento di un teatro per tutti. È questa la strada scelta dalla Fondazione nel costruire il programma di SCHIO GRANDE TEATRO 2004/2005. Una stagione che propone un programma eterogeneo per pubblici diversi, con un unico punto fermo: far riscoprire in ogni serata il piacere di venire a teatro.
La nuova stagione è stata pensata cercando il gusto e i suggerimenti dello spettatore – con un sondaggio realizzato prima dell'estate -, perché è prima di tutto allo spettatore che è dedicata.
Antigone abbandona le parole della tragedia classica e si traduce in una ballata popolare ambientata nel Ventesimo secolo. Ma nonostante questo spostamento in avanti, il testo di Ascanio Celestini – attore/autore di spicco dell'ultima generazione – conserva la dignità e il mistero del mito, perché il tono, come in tutti i sui lavori, ha l'aura epica della tradizione orale. L'Antigone portata in scena da Veronica Cruciani è la figlia di un Edipo contadino. Un Edipo vittima e perdente, che ha ucciso un gerarca fascista per difesa e che per caso ne sposa la donna. Con un omaggio a Elsa Morante, l'Antigone di Celestini si fa ballata popolare di romanesca aderenza alle cose, come in un sogno ad occhi aperti che coinvolge via via lo spettatore sino a commuovere.
Platea: intero € 14,00 - ridotto €12,00
Galleria: intero € 8,00 - ridotto € 7,00.
Organizzatore: Teatro Civico - telefono: 800601171 - mail: [email protected]
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