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Il mio cane stupido

14 febbraio 2005

14 febbraio, ore 21.00 al Teatro Super di Valdagno: IL MIO CANE STUPIDO di John Fante con Andrea Brambilla (alias Zuzzurro).

14 febbraio, ore 21.00 al Teatro Super di Valdagno: IL MIO CANE STUPIDO di John Fante con Andrea Brambilla (alias Zuzzurro).
Prevendita: Libreria Buona Stampa, tel. 0445 401092.

"II mio cane Stupido", forse è il romanzo più stravagante di Fante, nato in un periodo di confusione e di rivoluzioni generazionali - il movimento hippie, la subcultura psichedelica, la guerra del Vietnam -, rappresentò il passaggio dello scrittore dalla prospettiva dell'eterno adolescente a quella di padre di famiglia.

Quattro figli (più o meno ribelli e rompiscatole) dediti all'erba e alla musica di Frank Zappa, una moglie stanca ed annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell'Oceano: la vita di Henry Molise, scrittore cinquantenne in crisi di ispirazione sembrerebbe destinata ad una quotidianità prevedibile fatta di litigi e riappacifìcazioni domestiche, libri mal riusciti e sbornie solenni. Ma durante una sera di pioggia qualcosa di imprevisto accade, un altro elemento si aggiunge di forza alla sua sgangherata famiglia a turbarne il già traballante equilibrio: è un gigantesco cane akita, ottuso e testardo (e irrimediabilmente, profondamente gay).
E non c'è nulla da fare: Stupido, questo il suo nome, non se ne vorrà andare, innescherà anzi una incredibile serie di meccanismi a catena fino a portare il povero Henry Molise sull'orlo di un tragicomico disastro.

Questo l'antefatto narrativo dell'esilarante "II mio cane Stupido", cinico, impietoso, ironico, drammatico, grottesco autoritratto di John Fante ormai alle soglie della piena maturità, tardo ed imprevedibile capolavoro di uno dei più grandi scrittori americani del '900. Mai come in questo romanzo la scrittura di Fante sia mostrata così tesa e tagliente, mai la sua penna ha trovato una uguale forza comica e corrosiva.
"Il mio cane Stupido" rappresenta un atto di resa (una resa comica e disperata) di fronte alla bellezza e l'insensatezza del mondo.