Le ville della Val Liona
VILLA DOLFIN A CAMPOLONGO DI S. GERMANO DEI BERICI
È quanto mai interessante il complesso abitativo di Villa Dolfin in origine probabile castello medievale, circondato da mura, posto ai piedi dei colli, in cui rimane ben leggibile la struttura costituita dalla villa padronale, gli annessi rustici e le stalle, poi trasformate in nobile residenza dei Dolfin, durante il dominio della repubblica
Serenissima, nei sec. XVI e XVI.
Racchiusa entro le mura, l'articolata struttura che comprende anche la chiesa parrocchiale ed una bellissima colombara, si presenta come un chiaro esempio di entità agricola chiusa nella propria autonomia produttiva.
La villa, doppio prospetto a nord e a sud, sfrutta la diversa altimetria del piano di erezione, adattando lo schema alle due differenti situazioni architettoniche.
La facciata è ritmata da sei semicolonne di ordine gigante, contenute da lesene bugnate e conclusa da ben proporzionato frontone triangolare definito da una possente cornice a
dentelli.
Questo corpo centrale incompleto nelle ali evidenze nei conci di pietra bugnata, che fanno da tessuto connettivo degli spigoli e delle semicolonne, nella simmetrica funzionalità della disposizione delle finestre, la mano sicura di un esperto architetto che il Cevese riconosce in Vincenzo Scamozzi.
Di grande interesse è la colombara, torre isolata con accesso ad arco acuto di gusto veneziano, che presenta rilievi di varia provenienza e di notevole finezza esecutiva ivi murati: un monaco orante tra le due finestre del piano superiore del XV secolo; sotto c'è un rilievo non databile di notevole bellezza, mentre troviamo un'iscrizione nel capitello destro del lato ad est "MCCCCLXXXIII PACIEDO AQUIRITUR B.R." e nel lato ovest due lesene rinascimentali di gusto prezioso, due delfini ed altri rilievi.
VILLA PRIULI A VILLA DAL FERRO DI S. GERMANO DEI BERICI
Lungo la provinciale che da Grancona scende verso Orgiano, ma più in basso rispetto al piano stradale, stende le sue architetture alla luce che viene dal sud la Villa Priuli,
costruita nei primi decenni del '600, solida costruzione dallo sviluppo orizzontale.
La nobile eleganza e la misura che ne struttura le ali viene accentuata dal pronao inconsueto, illeggiadrito dalle snelle colonne tuscaniche bugnate, che reggono il frontone
triangolare definito dalla cornice a dentelli, concluso da vasi acroteriali agli apici.
Particolare aspetto decorativo assumono i quattro grandi camini a forma piramidale posti sulla linea di gronda degli spioventi del tetto.
La simmetria e l'equilibrio accentuati dalla disposizione calibrata delle ampie finestre rettangolari, dominano il prospetto nel suo insieme tanto che il Cevese ritiene che gli autori del progetto possono essere vicini all'infiusso di Vincenzo Scamozzi, operoso probabilmente nella vicina Villa Dolfin a Campolongo.
VILLA FRANCAZAN PIOVENE DI ORGIANO
La villa, di fastoso carattere monumentale, sorge quasi a ridosso di un dolce anfiteatro collinare, al centro di una vasta estensione di campi che si proietta verso la pianura.
Attribuita, pur senza prove sicure, a Francesco Muttoni, fu eretta per Giovan Battista Francanzan nel 1710, come si può leggere nelle iscrizioni latine poste sopra le porte
laterali della loggia. È proprio la sua posizione, rispetto al terreno circostante, a determinare la doppia facciata nord e sud, frutto di una cultura animata da un gusto
rococò che si innesta in una tipologia tipicamente veneta di architettura chiaroscurale.
Il prospetto a meridione è attivato da un corpo avanzato centrale costituito da un bel loggiato ionico su altissimo zoccolo bugnato e concluso da un altrettanto alto abbaino sul tetto, con variazione barocca sul tema della serliana, memore di un linguaggio veneziano diffuso in tante belle costruzioni volute dai nobili proprietari legati ai moduli costruttivi della città lagunare.
Il prisma della villa appare così intessuto di ombre fortemente contrastanti con le pareti laterali, dove si aprono poche e diradate finestre in forte contrasto per la loro modestia e sproporzione rispetto alla prepotente articolazione del nucleo centrale.
Più equilibrata e scenografica la facciata settentrionale, conclusa da frontone timpanato, dove una scalea costituisce l'accesso, dalla retrostante strada, all'altissimo e grandioso salone.
Articolata da due torricini angolari ottagoni, la facciata nord presenta una serliana di gusto rococò in corrispondenza degli intercolunni della loggia a sud.
L'interno, impostato su pianta quadrata oltre al salone, decorato da pregevoli stucchi, impreziositi da delicati putti alati, conserva la bella, grande cucina dominata dal
magnifico acquario in marmo rosso, sul quale si affacciano come bocche d'acqua teste di leone in marmo bianco.
Tra le costruzioni che circondano la villa, di grande respiro architettonico è la barchessa, dove una lunga serie di archi poggianti su vigorosi pilastri intessuti da rustiche bugne, si succedono, suddivisi con ritmo ternario da un pilastro allargato, in cui si apre il nitido profilo di uno stretto passaggio architravato, sormontata da una simmetrica apertura rettangolare.
Il porticato costituisce rispetto alla villa, il collegamento naturale al nucleo più antico dei rustici, raccolti intorno ad una corte centrale e dominata dalla colombara che evidenze nelle sue strutture la propria antichità.
Di fronte a questa villa superba e fastosa sorge, al di là della strada, la capella gentilizia, probabilmente rimaneggiata nel '700 con bella porta del XVI secolo. Orgiano, che un tempo fondava la sua prosperità economica sulla produzione della canapa, offre ancora il bel palazzo dei Vicari ora Municipio, del XVI secolo con ampliamenti
seicenteschi, e in località Spessa, la monumentale Villa Bevilacqua, eretta a fine '600.
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