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Seduzioni e Miserie del potere

29 gennaio - 1 maggio 2005

Dal 29 gennaio al 1 maggio 2005 il Salone degli Zavatteri della Basilica Palladiana di Vicenza ospita la mostra SEDUZIONI E MISERIE DEL POTERE. visto da sinistra - visto da destra. Galantara, Scalarini, Sironi, Guareschi, Altan, curata dalla Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e promossa dal Comune di Vicenza in collaborazione con “Veneto Banca” e “Trenitalia” e con il patrocinio di Regione Veneto e Provincia di Vicenza.

visto da sinistra - visto da destra
Galantara, Scalarini, Sironi, Guareschi, Altan

a cura di Gabriele Mazzotta


Vicenza, Basilica Palladiana
29 gennaio – 1 maggio 2005

Inaugurazione: venerdì 28 gennaio, ore 18
Orario: 10.30-13 / 15-19. Chiuso il lunedì
Biglietto d’ingresso: 5 euro (intero); 3 euro (ridotto). Riduzioni per i possessori di biglietto Trenitalia valido per il giorno della mostra.
Informazioni: tel. 0444-222114-222101-321354
Enti patrocinanti: Regione Veneto e Provincia di Vicenza
Sponsor e partner tecnici: Veneto Banca e Trenitalia

Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta, con testi di Mimmo Franzinelli, Claudia Gianferrari, Ferruccio Giromini, Paola Pallottino, Giorgio Seveso.

Uffici stampa: Comune di Vicenza - Assessorato alle Attività Culturali tel. 0444 222154-222101
e-mail: [email protected]
Fondazione Antonio Mazzotta, Alessandra Pozzi tel. 02.878380, fax 02.8693046, [email protected]

Dal 29 gennaio al 1 maggio 2005 il Salone degli Zavatteri della Basilica Palladiana di Vicenza ospita la mostra SEDUZIONI E MISERIE DEL POTERE. visto da sinistra - visto da destra. Galantara, Scalarini, Sironi, Guareschi, Altan, curata dalla Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e promossa dal Comune di Vicenza in collaborazione con “Veneto Banca” e “Trenitalia” e con il patrocinio di Regione Veneto e Provincia di Vicenza.
La rassegna è già stata presentata a Milano e a Bagnacavallo nel 2003, riscuotendo importanti consensi sia presso il pubblico che presso la critica nazionale e internazionale. Gabriele Mazzotta, curatore della mostra e del catalogo, ha inoltre vinto il premio “Pino Zac” per la “Satira politica 2003” di Forte dei Marmi. In mostra le opere di cinque tra i massimi esponenti italiani del disegno satirico e della caricatura, attraverso un excursus nella storia sociale, politica e del costume del nostro paese dal 1890 ai giorni nostri. Sono esposti oltre 450 disegni e acquarelli di Galantara, Scalarini, Sironi, Guareschi e Altan.
A corredo della mostra, il catalogo riproduce tutte le opere presentate e contiene testi di Mimmo Franzinelli (Galantara. L’asino anticlericale), Giorgio Seveso (Scalarini e la passione del socialismo), Claudia Gianferrari (Mario Sironi: l’illustrazione e la satira politica), Paola Pallottino (Giovannino: il catalogo è questo. Piccolo atlante delle metafore iconografiche di Guareschi), Ferruccio Giromini (Altan ovvero un franco e leale sgomento).

Dopo la satira risorgimentale dell’800, il cui livello è decisamente inferiore rispetto al Daumier dello “Charivari” e agli altri modelli europei, con Galantara e Scalarini – che aprono cronologicamente la rassegna – nasce finalmente la caricatura politica italiana, originale e temibile, che si afferma anche presso il grande pubblico (si pensi che “L’Asino” arrivò alla tiratura di 60.000 copie) e viene apprezzata anche all’estero.
Si parte quindi dagli anni dell’unificazione d’Italia per arrivare ai tempi moderni, attraverso la monarchia, le guerre, il ventennio fascista, il referendum per la Repubblica, la ricostruzione, il passaggio dal mondo rurale all’industrializzazione, le lotte sociali e le grandi svolte politiche quali i referendum, le elezioni, fino ai giorni nostri, con la satira sul partito-azienda e il crollo della sinistra.
Comune a tutti gli autori presentati è la potente e caustica vena dissacratoria nei confronti delle istituzioni governative e contro le disuguaglianze sociali e le ingiustizie inflitte al popolo. La posizione politica da cui partono questi disegnatori non è sempre la stessa, perché alcuni sono socialisti o, generalmente, di sinistra, altri sono contro i partiti di sinistra come Guareschi, o allineati a posizioni governative fasciste, come Sironi. Tutto ciò non incide tuttavia sull’integrità morale del loro sguardo che stigmatizza le ipocrisie del potere costituito per prendere le difese dei deboli: una presa di posizione che creerà non pochi problemi agli artisti, alcuni incarcerati o deportati (Guareschi e Scalarini).


GLI ARTISTI

Gabriele Galantara
– Montelupone (MC) 1865, Roma 1937
Tra i maggiori ideatori delle immagini del movimento socialista italiano, è un maestro, riconosciuto anche all’estero, del disegno politico a cavallo tra il XIX e il XX secolo. I suoi disegni furono pubblicati ne “L’Asino” e l“Avanti!” e all’estero su periodici illustrati tedeschi e sul francese “L’Assiette au beurre”.
Insieme all’amico Podrecca, Galantara – che spesso si firma Ratalanga – pubblica a partire dal 1888 fogli universitari sui quali compaiono le sue prime vignette. La sua satira, inizialmente misurata e goliardica, influenzata dalla tradizione comica bolognese, con accenti anarchici e antimonarchici, si dirige gradualmente verso un forte impegno politico che gli costerà l’espulsione dall’università a causa di alcune caricature contro Giosuè Carducci.
Il successo gli giunge dall’attività di giornalista politico e disegnatore satirico, con il “Torneo” e soprattutto con “L’Asino” (1892), al quale rimarrà legato fino al 1922, con l’avvento del fascismo. La sua carica polemica, sanguigna e soprattutto anticlericale è legata alle lotte sociali di inizio secolo ed è indirizzata alle masse contadine e ai diseredati affinché si affranchino dalla soggezione economica.
Le ottantasette opere esposte (realizzate a matita, china e acquarello su carta o cartoncino), tratte dalla sua produzione per “L’Asino”, provengono dalla Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini.

Giuseppe Scalarini - Mantova 1873, Milano 1948
Il talento per il disegno e le idee socialiste e anticlericali (aveva assorbito i fermenti patriottici del padre, fervente combattente nelle campagne risorgimentali) portarono Scalarini a fare della caricatura una sorta di strumento di divulgazione popolare, dando all’immagine un forte potere persuasivo ed esplicativo.
Nel 1896 fonda a Mantova il “Merlin Cocai”, a cui segue “La Terra”, primo giornale socialista della città, le cui vignette antigovernative gli fruttano una condanna. Ripara in Austria e poi a Berlino, dove collabora al “Lustige Blätter” e al “Fliegenden Blätter”. Nel 1911, tornato in Italia, entra a far parte della redazione dell’“Avanti!”, organo del Partito socialista italiano, cui collabora fino al 1926 pubblicando circa 4 mila disegni. Il nome di Scalarini rimane inseparabile dal giornale, per il quale realizza ogni giorno una vignetta caratterizzata da un disegno per così dire “ideologico”: spoglio, secco, geometrico e volto a cogliere il punto di evidente contraddizione del sistema, della politica e della morale borghese.
Le sue vignette gli procurano altri processi: nel 1911 per la rievocazione di Adua; nel 1914 per aver denunciato la violenza della polizia durante una rivolta popolare a Rocca Gorga; nel 1916 per antimilitarismo e poi ancora nel 1918, 1919 e 1920. Tra il 1923 e il 1926 subisce tre aggressioni a cui segue il confino a Lampedusa e poi a Ustica (tra il dicembre 1926 e il novembre 1928); nel 1929 viene diffidato dal firmare lavori di qualsiasi genere.
Scalarini si dedica allora al disegno per bambini e, nel 1933, pubblica un libro con Vallardi. Nuovamente arrestato e inviato in campo di concentramento in Abruzzo, nel 1940, viene poi rimesso in libertà sotto sorveglianza speciale.
In mostra è esposto un centinaio di vignette realizzate a inchiostro di china tra il 1911 e il 1947, quasi tutte pubblicate nell’“Avanti!”.

Mario Sironi - Sassari 1885, Milano 1961
Noto come pittore e illustratore, lo è forse meno come disegnatore satirico e politico. Appena ventenne, nel 1905, realizza tre copertine per l’“Avanti della Domenica” e poi, dal 1912, collabora con “Noi e il Mondo”, “La Tribuna Illustrata” e altre riviste. La collaborazione al “Popolo d’Italia” inizia nel 1921, su incarico di Mussolini stesso, allora direttore del giornale, e termina nel 1943, quando con la fine della guerra la testata chiude. Per quasi tutto questo periodo la produzione di Sironi è instancabile: ogni giorno egli è tenuto a creare diverse vignette tra le quali il direttore si riserva di scegliere quella da pubblicare.
La grande capacità pittorica dell’artista si esprime anche con questo mezzo: pur in un formato assai ridotto Sironi sa tracciare segni di grande efficacia e incisività.
Abbracciata con convinzione l’ideologia fascista, Sironi mantiene comunque una posizione solitaria nella visione dei singoli accadimenti storici che si trova a commentare con le sue vignette e questo lo isola progressivamente dal Partito fascista, costringendolo a ridurre notevolmente i suoi rapporti con il giornale all’inizio degli anni Trenta. Fra il 1931 e il 1935, infatti, Sironi lavora solo per la “Rivista Illustrata”, il ben più innocuo periodico del “Popolo d’Italia”, su cui tiene anche una rubrica. Una seconda importante fase di Sironi come illustratore politico si ha a partire dal 1936 (quando viene richiamato al giornale), fino al 1942.
In mostra è esposta una selezione di ottanta disegni (carboncino, china o biacca su carta) realizzati per “Il Popolo d’Italia”, provenienti da un unico fondo portato alla luce e conservato da Claudia Gian Ferrari.

Giovannino Guareschi - Fontanelle di Roccabianca (PR) 1908, Cervia (RA) 1968
Scrittore italiano tra i più conosciuti e tradotti all’estero, giornalista, autore satirico e sceneggiatore (basti ricordare la saga dedicata ai personaggi di Don Camillo e Peppone), Guareschi costituisce un pezzo della storia del costume italiano. Fierissimo conservatore, sostenitore dei monarchici prima delle elezioni per la Repubblica, è avverso alla sinistra e al Fronte popolare, pur provenendo da una famiglia di estrazione comunista. Critico nei confronti dei personaggi politici di qualsiasi bandiera, viene condannato e messo in prigione nel 1951 per offesa al Presidente della Repubblica Einaudi e nel 1954 per diffamazione nei confronti di De Gasperi.
Le sue vignette e i suoi articoli appaiono su numerose riviste, tra cui “Candido”, da lui fondata con Giovanni Mosca nel 1945 e diretta fino alla chiusura nel 1961.
La mostra presenta una selezione di un centinaio di opere (per lo più a china, grafite e biacca su carta) realizzate per il settimanale, provenienti dal fondo della Regione Lombardia custodito dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
Guareschi è stato lo scrittore italiano forse più letto e amato dal pubblico, ma anche il più contrastato dal potere politico e culturale. Alla sua morte gli verranno infatti tributati pochissimi riconoscimenti rispetto al consenso riservatogli dalla critica estera.

Francesco Tullio Altan - Treviso 1942
Abbandonati gli studi di architettura, i suoi esordi sono nel cinema e nella televisione per le quali realizza scenografie e sceneggiature. Le prime vignette risalgono alla fine degli anni Sessanta e sono realizzate per “Playmen”. Dal 1974 inizia una vera e propria collaborazione come cartoonist con diversi giornali italiani. Famosissimo autore di satira politica, le sue vignette sono pubblicate da importanti periodici quali “Linus”, “Panorama”, “Tango”, “Cuore”, “Smemoranda” e in maniera esclusiva, da diversi anni, su “L’Espresso” e il quotidiano “La Repubblica”.
I personaggi che Altan ha creato fanno ormai parte dell’immaginario collettivo italiano: dal metalmeccanico Cipputi agli uomini strabordanti grasso la cui voracità non ha freni, ai conturbanti ritratti di donna, immobili nella contemplazione passiva e compiaciuta di una realtà contraddittoria.

Il lavoro di Altan - di cui la mostra presenta una novantina di vignette e illustrazioni realizzate con inchiostro di china e pennarello, dal 1980 ai nostri giorni - viene assimilato a quello dell’antropologo per lo studio comportamentale dei suoi personaggi, definiti nella loro caratterizzazione tipica e nel loro linguaggio, fatto di battute fulminanti che portano a un’immediata percezione di una realtà sociale distorta.
Grande fortuna hanno avuto, anche all’estero, le storie da lui create per i bambini, tra cui si ricordano le avventure a fumetti della cagnolina Pimpa.