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Light sculpture - Scultura leggera

20 marzo 2005

La mostra "Light sculpture - Scultura leggera" è aperta fino al 20 marzo presso 503 mulino di Vicenza, spazio per l’arte, l’architettura e il design che ha sede in un ex mulino idraulico ristrutturato.

La mostra "Light sculpture - Scultura leggera" è aperta fino al 20 marzo presso 503 mulino di Vicenza, spazio per l’arte, l’architettura e il design che ha sede in un ex mulino idraulico ristrutturato.

La mostra, a cura di Simone Menegoi, è una rassegna di scultura contemporanea che esplora l’idea di "leggerezza" nelle sue possibili accezioni. Leggerezza, in rapporto alla scultura, significa preferire il vuoto alla massa; la dimensione della vista a quella del tatto; le idee e i progetti alle realizzazioni; i processi alle forme. Attraverso un percorso particolarmente suggestivo vengono presentate oltre quaranta opere dell’ultimo decennio di artisti emergenti o affermati a livello internazionale: Francesco Barocco, Simone Berti, Gianni Caravaggio, Rolf Julius, Wolfgang Laib, Christiane Löhr, Max Neuhaus, Gabriel Orozco, Paolo Piscitelli, Steve Roden, Michael Sailstorfer, Hans Schabus, Rachel Whiteread, Erwin Wurm.

Tra le opere esposte al 503 mulino, di cui diverse inedite per l’Italia, vi sono creazioni tridimensionali, “leggere” perché delicate e fragili, basate su dei vuoti anziché dei pieni, come le architetture vegetali di Christiane Löhr, i volumi “in negativo” di Gianni Caravaggio, le costruzioni a parete di Francesco Barocco o la lastra di marmo bianco ricoperta da un velo di latte di Wolfgang Laib. Ma vi sono anche fotografie e video, grazie ai quali gli artisti catturano situazioni plastiche effimere e instabili (gli oggetti quotidiani di Gabriel Orozco, lo chalet che scompare di Michael Sailstorfer, i palazzi che crollano di Rachel Whiteread, le pose precarie di Erwin Wurm, il raggio di luce “modellato” da Simone Berti).

Sono presenti progetti e disegni - come quelli con cui Hans Schabus documenta la sua mostra al Palazzo della Secessione di Vienna (la ricostruzione in scala 1:1 del suo studio vuoto) e Max Neuhaus evoca i suoi straordinari sound pieces - e infine le installazioni di Rolf Julius, Paolo Piscitelli e Steve Roden, in cui la componente visibile serve solo a orientare lo spettatore verso quella invisibile: il suono.

Un percorso che cerca di raccontare l’identità instabile e le metamorfosi della scultura attuale, influenzata tanto dalle ricerche degli anni ’60 e ’70 del secolo appena trascorso quanto dalla “sensibilità all’immateriale” diffusa dalla tecnologia digitale e da Internet.

503 MULINO
Vicenza, strada Marosticana 503 - tel.: 0444 298660 - [email protected]