"Perché siamo antipatici?". La domanda la pone alla sinistra italiana, da sinistra, il sociologo torinese Luca Ricolfi, che nell'omonimo libro uscito per i tipi di Longanesi analizza a fondo il sentimento di antipatia che genera tra i potenziali elettori la "gauche" italiana.
Di tutto questo si parlerà nel corso del Galla Forum in programma alla Libreria Galla di Corso Palladio a Vicenza, venerdì 25 novembre alle 18.00. L'incontro, cui interverrà l'autore, sarà presentato da Luca Romano.
Caduto il muro di Berlino, chiusa l'esperienza di governo dell'Ulivo, diminuita d'intensità la spinta propulsiva del berlusconismo, la sinistra potrebbe tornare ad essere forza di governo, ma in condizioni radicalmente mutate. I comunisti non fanno più paura a nessuno, ma in compenso la sinistra nel suo insieme suscita un sentimento meno forte della paura e proprio per questo più insidioso. Queste le premesse da cui parte l'analisi di Ricolfi che, come precisano le note di copertina del volume, "mette a nudo quelle che considera le grandi malattie della sinistra. Malattie del discorso, anzitutto, come le ipocrisie del politicamente corretto, l'astrattezza delle formule, l'uso della dialettica contro le evidenze dissonanti. Ma anche una grande e tragica malattia dell'anima: la credenza in una superiorità etica delle idee e delle persone di sinistra. Il complesso dei migliori - una sindrome che affligge innanzitutto i dirigenti e i militanti - li porta inesorabilmente a non capire né la storia né la realtà dell'Italia, a disprezzare l'elettorato di centrodestra, a credere di rappresentare la parte migliore del paese, la sua ala sana. Ne deriva una lontananza quasi stellare dalla gente. Finora la sinistra non ha pagato fino in fondo i limiti di questo modo di comunicare e di atteggiarsi semplicemente perché c'era Berlusconi e la sua mera presenza bastava a unire le forze d'opposizione e a occultarne la mancanza di idee e di coraggio. Ma ora che la risorsa Berlusconi sta per esaurirsi, i nodi rischiano di venire al pettine."
Luca Ricolfi insegna Analisi dei dati all'Università di Torino. Dirige L'Osservatorio del Nord Ovest e recentemente ha fondato Polena - Rivista italiana di analisi elettorale. Fra i suoi ultimi libri: La frattura etica, La ragionevole sconfitta della sinistra (L'Ancora del mediterraneo, 2002) e Dossier Italia. A che punto è il contratto con gli italiani (Il Mulino, 2005).
Di tutto questo si parlerà nel corso del Galla Forum in programma alla Libreria Galla di Corso Palladio a Vicenza, venerdì 25 novembre alle 18.00. L'incontro, cui interverrà l'autore, sarà presentato da Luca Romano.
Caduto il muro di Berlino, chiusa l'esperienza di governo dell'Ulivo, diminuita d'intensità la spinta propulsiva del berlusconismo, la sinistra potrebbe tornare ad essere forza di governo, ma in condizioni radicalmente mutate. I comunisti non fanno più paura a nessuno, ma in compenso la sinistra nel suo insieme suscita un sentimento meno forte della paura e proprio per questo più insidioso. Queste le premesse da cui parte l'analisi di Ricolfi che, come precisano le note di copertina del volume, "mette a nudo quelle che considera le grandi malattie della sinistra. Malattie del discorso, anzitutto, come le ipocrisie del politicamente corretto, l'astrattezza delle formule, l'uso della dialettica contro le evidenze dissonanti. Ma anche una grande e tragica malattia dell'anima: la credenza in una superiorità etica delle idee e delle persone di sinistra. Il complesso dei migliori - una sindrome che affligge innanzitutto i dirigenti e i militanti - li porta inesorabilmente a non capire né la storia né la realtà dell'Italia, a disprezzare l'elettorato di centrodestra, a credere di rappresentare la parte migliore del paese, la sua ala sana. Ne deriva una lontananza quasi stellare dalla gente. Finora la sinistra non ha pagato fino in fondo i limiti di questo modo di comunicare e di atteggiarsi semplicemente perché c'era Berlusconi e la sua mera presenza bastava a unire le forze d'opposizione e a occultarne la mancanza di idee e di coraggio. Ma ora che la risorsa Berlusconi sta per esaurirsi, i nodi rischiano di venire al pettine."
Luca Ricolfi insegna Analisi dei dati all'Università di Torino. Dirige L'Osservatorio del Nord Ovest e recentemente ha fondato Polena - Rivista italiana di analisi elettorale. Fra i suoi ultimi libri: La frattura etica, La ragionevole sconfitta della sinistra (L'Ancora del mediterraneo, 2002) e Dossier Italia. A che punto è il contratto con gli italiani (Il Mulino, 2005).
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