Sabato 22 luglio 2006 partiranno 21 volontari veneti per la Repubblica Democretica del Congo come osservatori elettorali di società civile.
Le prime elezioni democratiche da 40 anni si terranno, fra molte difficoltà, il 30 luglio. Con esse la popolazione cerca di lasciarsi alle spalle una drammatica guerra che ha causato 4 milioni di morti. Assieme ai veneti sono in partenza altre 42 persone, provenienti da tutta Italia. Il volo da Roma domenica mattina, Assieme al Viceministro agli esteri Patrizia Sentinelli. Oltre al Governo, sostengono l’iniziativa, fra gli altri, la Regione Veneto, la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova, l’Università di Venezia, le Province di Venezia e Rovigo, i Comuni di Venezia, Padova, Rovigo, Maserada di Piave, Fiesso Umbertiano e Quarto d’Altino.
Sette padovani, sei trevigiani, cinque veneziani, due vicentini e un rodigino. Sono i ventun volontari che partiranno dal Veneto la notte fra sabato e domenica per raggiungere l’aeroporto militare di Ciampino (Roma), dove alle sei di mattina si imbarcheranno su un aereo di Stato alla volta del Kivu (Repubblica Democratica del Congo) assieme al Viceministro degli Esteri Patrizia Sentinelli. Obiettivo: svolgere la funzione di osservatori internazionali di società civile alle prime elezioni democratiche, da più di quarant’anni, che si svolgeranno nel grande paese africano il 30 luglio.
Complessivamente saranno 63 i volontari italiani che parteciperanno alla missione, considerata dal nostro governo così significativa da mettere a disposizione un aero della Presidenza del Consiglio. In effetti le elezioni congolesi, attesa con fervente pazienza dalla popolazione, sono una tappa importantissima per la pacificazione dell’area dei Grandi Laghi e sono state definite il più importante appuntamento dell’anno per il continente africano. La guerra nel Congo ha causato infatti, dal ’98 ad oggi, ben 4 milioni di morti e dal 2003 è stato avviato un percorso di transizione verso la pace del quale le elezioni del 30 luglio sono forse la tappa più importante.
La missione elettorale della società civile italiana è stato voluta e organizzata, su richiesta della società civile congolese, da Beati i Costruttori di Pace e da Chiama l’Africa. Lo scopo è favorire, in particolare nell’est del paese dove sono ancora presenti gruppi ribelli che non hanno riconsegnato le armi, lo svolgimento regolare delle elezioni (primo turno delle presidenziali e legislative).
“Non solo il Governo appoggia questo delicato compito che si è assunta la società civile italiana –spiega don Bizzotto, presidente dell’associazione Beati i Costruttori di Pace, con sede a Padova –, ma addirittura il Viceministro agli Esteri Patrizia Sentinelli verrà con noi nel Kivu e ci ha messo a disposizione un aereo di stato per il trasporto dei volontari”.
Questi ultimi, provenienti da diverse regioni italiane, saranno in tutto parificati agli osservatori internazionali dell’Unione Europea e della Fondazione Carter, eccetto che per il fatto di non ricevere alcun compenso. Viaggeranno anzi a spese proprie o grazie al contributo di associazioni, enti locali e gruppi che hanno accettato di sostenerli in questa delicata missione. Per poter svolgere il delicato compito di osservatori elettorali si sono preparati con molteplici appuntamenti formativi. Non sono “professionisti” delle elezioni, ma studenti, dirigenti, impiegati e liberi professionisti che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo alla missione, nel tentativo di garantire ai cittadini dell’ex Zaire la partecipazione ad un voto libero e democratico. Da un punto di vista organizzativo queste elezioni presentano non poche difficoltà: basti pensare che alcuni osservatori raggiungeranno i seggi con elicotteri Onu per mancanza di strade e che nel paese fino a pochi mesi fa non esisteva di fatto neppure un’anagrafe.
“In solidarietà con il popolo congolese che costruisce la democrazia e la pace – afferma don Bizzotto - vorremmo offrire la nostra presenza per sottolineare quanto crediamo sia importante la costruzione di istituzioni democratiche nell’impegno per la pace. La nostra missione sarà composta da rappresentanti di associazioni e comitati, enti locali, gruppi religiosi, sindacati e singoli amici dell’Africa. Ci coordineremo con le missioni istituzionali e collaboreremo con la Commissione Elettorale Indipendente, espressione della società civile congolese, che sta preparando le elezioni. Tutti hanno apprezzato lo spirito con cui intendiamo offrire il nostro contributo. Abbiamo ribadito più volte la nostra volontà di essere accompagnatori cordiali e non semplici ispettori, sottolineando l’importanze delle elezioni. Ma sappiamo che la presenza di stranieri può funzionare anche da deterrente nei confronti di chi volesse compiere intimidazioni o scorrettezze di varia natura”.
L’iniziativa è appoggiata anche da un gruppo di enti locali, fra cui la Regione Veneto, le Province di Venezia e Rovigo, i Comuni di Venezia, Padova, Rovigo, Maserada di Piave, Fiesso Umbertiano, Quarto d’Altino, nonché dalle Università di Padova e Venezia.
Scarica i comunicati allegati:
Le prime elezioni democratiche da 40 anni si terranno, fra molte difficoltà, il 30 luglio. Con esse la popolazione cerca di lasciarsi alle spalle una drammatica guerra che ha causato 4 milioni di morti. Assieme ai veneti sono in partenza altre 42 persone, provenienti da tutta Italia. Il volo da Roma domenica mattina, Assieme al Viceministro agli esteri Patrizia Sentinelli. Oltre al Governo, sostengono l’iniziativa, fra gli altri, la Regione Veneto, la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova, l’Università di Venezia, le Province di Venezia e Rovigo, i Comuni di Venezia, Padova, Rovigo, Maserada di Piave, Fiesso Umbertiano e Quarto d’Altino.
Sette padovani, sei trevigiani, cinque veneziani, due vicentini e un rodigino. Sono i ventun volontari che partiranno dal Veneto la notte fra sabato e domenica per raggiungere l’aeroporto militare di Ciampino (Roma), dove alle sei di mattina si imbarcheranno su un aereo di Stato alla volta del Kivu (Repubblica Democratica del Congo) assieme al Viceministro degli Esteri Patrizia Sentinelli. Obiettivo: svolgere la funzione di osservatori internazionali di società civile alle prime elezioni democratiche, da più di quarant’anni, che si svolgeranno nel grande paese africano il 30 luglio.
Complessivamente saranno 63 i volontari italiani che parteciperanno alla missione, considerata dal nostro governo così significativa da mettere a disposizione un aero della Presidenza del Consiglio. In effetti le elezioni congolesi, attesa con fervente pazienza dalla popolazione, sono una tappa importantissima per la pacificazione dell’area dei Grandi Laghi e sono state definite il più importante appuntamento dell’anno per il continente africano. La guerra nel Congo ha causato infatti, dal ’98 ad oggi, ben 4 milioni di morti e dal 2003 è stato avviato un percorso di transizione verso la pace del quale le elezioni del 30 luglio sono forse la tappa più importante.
La missione elettorale della società civile italiana è stato voluta e organizzata, su richiesta della società civile congolese, da Beati i Costruttori di Pace e da Chiama l’Africa. Lo scopo è favorire, in particolare nell’est del paese dove sono ancora presenti gruppi ribelli che non hanno riconsegnato le armi, lo svolgimento regolare delle elezioni (primo turno delle presidenziali e legislative).
“Non solo il Governo appoggia questo delicato compito che si è assunta la società civile italiana –spiega don Bizzotto, presidente dell’associazione Beati i Costruttori di Pace, con sede a Padova –, ma addirittura il Viceministro agli Esteri Patrizia Sentinelli verrà con noi nel Kivu e ci ha messo a disposizione un aereo di stato per il trasporto dei volontari”.
Questi ultimi, provenienti da diverse regioni italiane, saranno in tutto parificati agli osservatori internazionali dell’Unione Europea e della Fondazione Carter, eccetto che per il fatto di non ricevere alcun compenso. Viaggeranno anzi a spese proprie o grazie al contributo di associazioni, enti locali e gruppi che hanno accettato di sostenerli in questa delicata missione. Per poter svolgere il delicato compito di osservatori elettorali si sono preparati con molteplici appuntamenti formativi. Non sono “professionisti” delle elezioni, ma studenti, dirigenti, impiegati e liberi professionisti che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo alla missione, nel tentativo di garantire ai cittadini dell’ex Zaire la partecipazione ad un voto libero e democratico. Da un punto di vista organizzativo queste elezioni presentano non poche difficoltà: basti pensare che alcuni osservatori raggiungeranno i seggi con elicotteri Onu per mancanza di strade e che nel paese fino a pochi mesi fa non esisteva di fatto neppure un’anagrafe.
“In solidarietà con il popolo congolese che costruisce la democrazia e la pace – afferma don Bizzotto - vorremmo offrire la nostra presenza per sottolineare quanto crediamo sia importante la costruzione di istituzioni democratiche nell’impegno per la pace. La nostra missione sarà composta da rappresentanti di associazioni e comitati, enti locali, gruppi religiosi, sindacati e singoli amici dell’Africa. Ci coordineremo con le missioni istituzionali e collaboreremo con la Commissione Elettorale Indipendente, espressione della società civile congolese, che sta preparando le elezioni. Tutti hanno apprezzato lo spirito con cui intendiamo offrire il nostro contributo. Abbiamo ribadito più volte la nostra volontà di essere accompagnatori cordiali e non semplici ispettori, sottolineando l’importanze delle elezioni. Ma sappiamo che la presenza di stranieri può funzionare anche da deterrente nei confronti di chi volesse compiere intimidazioni o scorrettezze di varia natura”.
L’iniziativa è appoggiata anche da un gruppo di enti locali, fra cui la Regione Veneto, le Province di Venezia e Rovigo, i Comuni di Venezia, Padova, Rovigo, Maserada di Piave, Fiesso Umbertiano, Quarto d’Altino, nonché dalle Università di Padova e Venezia.
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