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Informazioni, proposte e bibliografia

INCISIONI RUPESTRI VAL D'ASSA

Percorso: dalla pianura si risalgono i tornanti del monte Costo per raggiungere Canove, sull'Altopiano di Asiago. Dalla piazza della chiesa si imbocca un sentiero che scende nella Val d'Assa e, dopo mezz'ora di cammino, si raggiungono le rocce del "bosco nero".
Strumenti: carta topografica dell'Altopiano di Asiago; macchina fotografica e quaderno per appunti. Molto utile anche un binocolo.
Abbigliamento: si consigliano scarponcini da montagna o scarpe da ginnastica, pullover, zainetto.
Pro loco di Roana: Canove offre ciò che si può desiderare da un punto di vista logistico. Per informazioni aggiornate si consiglia di rivolgersi alla Pro-loco di Roana, Tel. n. 0424/66047.
Bibliografia: Ausilio Priuli, Le incisioni rupestri dell'Altopiano dei Sette Comuni, Priuli Verlucca Editori, Ivrea (TO). A. Priuli, Incisioni rupestri nelle Alpi, Priuli Verlucca Ed. Ivrea.

I SITI ARCHEOLOGICI DELLE VALLI DI FIMON

L'itinerario nei luoghi della preistoria del nostro territorio, dopo la visita al Museo Archeologico di Vicenza, indispensabile per una visione organizzata dei reperti che testimoniano vita ed opere degli uomini vissuti nei secoli lontani, può essere completato con la visita al Lago di Fimon, al quale si arriva dal bivio di S. Croce Bigolina, sulla Riviera Berica. La Proloco di Longare può anche dare informazioni sui sentieri che conducono a varie grotte dei Colli Berici.
MUSEO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO: orari di apertura: da martedì a sabato: 9.30-12.00; 14.30-17.00 domenica e semifestivi: 9.30-12.00.
Prenotare la visita guidata telefonando al n. 0444/320440.
Bibliografia: L. H. Barfieid, A. Broglio, L'insediamento neolitico di molino Casarotto nelle valli di Fimon, Accademia Olimpica, 1986.

LA GROTTA DI S. BERNARDINO

Questa grotta, abitata dagli uomini del Paleolitico, si trova vicino a Mossano, sul versante orientale dei Colli Berici.
Provenendo da Vicenza, il paese si può raggiungere percorrendo la Riviera Berica. È interessante lasciare la strada provinciale subito dopo Longare e percorrere l'antica via che attraversa tutti i paesetti cresciuti sotto le rocce dell'antica barriera corallina da Costozza a Lumignano, Castegnero, Nanto e Mossano.
Si consiglia di chiedere informazioni alla Pro-Loco di Longare.
Bibliografia: A. Broglio, La preistoria della Valle Padana dalla fine del paleolitico agli inizi del neolitico, Riv. Scienze Preist. vol. 28, 1973, A. Broglio, L. Fasan, Le valli di Fimon nella preistoria, N. Pozza Ed., Vicenza, 1975.

VICENZA ROMANA

Percorso: una visita guidata alla sezione del Museo Archeologico che raccoglie testimonianze del periodo romano ed in particolare del teatro Berga è indispensabile per lo studio di un'epoca storica fondamentale.
Successivamente si può ripercorrere nel centro storico il reticolato delle vie di Vicenza romana misurando "a passi" il tracciato delle strade ortogonali o parallele al Decumano e al Cardo Massimo.
Nel sottosuolo del Duomo, insieme con reperti del periodo paleocristiano, è visibile un tratto di strada romana.
Per visitare il criptoportico telefonare all'APT o al CTG in Piazza Duomo.
Bibliografia: G. P. Marchini, Vicenza romana, Storia, Topografia, Monumenti, Verona 1978. M. Arcaro, A. Trevisan, L'acquedotto romano di Vicenza, Vicenza; 1979; AA.VV. Il Berga, Teatro romano, Vicenza, 1979.

SULLE TRACCE DEI LONGOBARDI

L'itinerario cittadino è facile e richiede solo poche ore. Chi ha l'opportunità può visitare anche altre chiesette, nel territorio vicentino, non propriamente "arimanne" ma certamente costruite nell'alto medioevo all'epoca della conversione dei Longobardi.
Bibliografia: Aldo A. Settia, L'età longobarda e franca a Vicenza in storia di Vicenza-L'età medievale, Neri Pozza Ed., Vicenza, 1988; A. Previtali, I Longobardi a Vicenza, Vicenza, 1983.

LE MURA DI VICENZA

Prima di visitare mura, porte e torri di Vicenza, è indispensabile studiare la Pianta Angelica del 1580, che riproduce graficamente la cinta muraria e la struttura urbanistica della città.
Il percorso che da Porta Castello conduce a Porta S. Croce richiede un paio d'ore di tempo immaginando che lungo il cammino si facciano fotografie o ci si fermi a ricostruire qualche immagine del passato.
Si consiglia quindi di portare anche la macchina fotografica e il quaderno per gli appunti.
Bibliografia: F. Zuglian, Le mure medievali, Vicenza Illustrata, N. Pozza Ed., Vicenza 1976; AA VV., Città murate del Veneto, A. Pizzi Ed., Regione Veneto 1988; A. Canova, G. Mantese, I Castelli medievali del vicentino, Vicenza. Ed. Franzina, Vicenza. Storia di una città, N. Pozza Ed., Vicenza, 1980.

CASTELLI E MURA DI BASSANO E MAROSTICA

La visita alla città di Bassano deve essere accuratamente preparata per le vicende storiche nelle quali è stata coinvolta, e per l'importanza che ha sempre avuto grazie alla posizione strategica in cui si trova.
È necessario disporre di una fotocopia della pianta dell'antica città murata. Anche la visita di Marostica è interessantissima e si presta ad una spiegazione sull'importanza della città.
Per informazioni e materiale turistico rivolgersi alle APT o alla Pro-Loco telefonando in Municipio.
Bibliografia: G. Fasoli, Bassano del Grappa, in Atlante storico delle città italiane, Bologna, 1988; AAVV. Storia di Bassano, Bassano, 1980; APT, Bassano del Grappa, Ghedina Tassoti Ed., 1988.

IL GOTICO PRIVATO A VICENZA

Se lo stile gotico nella costruzione delle chiese è l'espressione nel XIII secolo di grande fervore religioso e di una fiorente vita cittadina, il gotico civile dei palazzi vicentini proietta sulla città l'influsso del particolare rapporto con il patriziato veneziano, di cui i nobili vicentini vogliono emulare la vita e il fasto. L'evoluzione del gusto e della vita sociale si possono comprendere anche con lo studio delle varie fasi dello stile gotico veneziano di cui si propongono alcuni esempi.
Bibliografia: A.M. Romanini, L'architettura gotica in Lombardia, Milano, 1964; G. Lorenzoni: Lorenzo da Bologna, Vicenza, 1963; R. Cevese, L'architettura gotica religiosa a Vicenza, Vicenza,1963.

ORDINI GOTICI VENEZIANI

Gli schemi sono desunti dal Ruschin (Le pietre di Venezia), integrati dall'Arsian (Venezia gotica, 1970).

Ordine primo:
definito "romanico bizantino" dall'Arsian caratterizzato dalla finestra romanico-bizantina ad arco tutto sesto su alti pedritti; vedi il Fondaco dei Turchi.
Epoca: duecento e primo trecento.

Ordine secondo:
arco inflesso sull'estradosso dell'arco a tutto sesto proprio dell'ordine primo; vedi Ca' da Mosto. La comparsa dell'arco infLesso accredita l'ipotesi di influssi colti dai veneziani nel medio oriente.
Epoca: seconda metà del Duecento.

Ordine terzo:
archi su alti pedritti, inflessi e cuspidati preparazione all'avvento, nella lagune, dell'arco trilobo inflesso. Vedi palazzo Priuli-Bon.
Epoca: dalla metà del duecento ai primi decenni del trecento.

Ordine quarto:
arco acuto inflesso trilobato, che costituisce elemento dominante e fondamentale del linguaggio gotico veneziano.
Epoca: dal primo trecento. All'inizio, non ci sono fioroni o pennacchi al vertice degli archi; le patere, se appaiono, sono al vertice. Più tardi, arrivano i fioroni al vertice e le patere si spostano nei pennacchi, sopra agli assi delle colonne. Proprio quest'ordine dalla metà del quattrocento, andrà diffondendosi nell'entroterra del dominio veneziano.



Ordine quinto:
l'arco trilobo inflesso viene compreso entro più ampia ghiera, a sua volta inflessa a quattro centri; si arricchisce spesso di pennacchi e patere.
Epoca: tra il tardo trecento e nel quattrocento.

Ordine sesto:
estrema fioritura del gotico veneziano, inquadra finestre e polifore, sostanzialmente di ordine quinto, entro specchiature rettangolari con cornice, di solito a doppia dentellatura; pennacchi al vertice, patere o fioroni a volte trafitti da spilioni. Vedi la "Ca'd'Oro" (1424-1440) "Ca' Foscari" (1452) e due palazzi Giustiniani. Finestre e polifore di ordine sesto rappresentano "il massimo punto di maturità del gotico civile veneziano".
Epoca: dal tardo trecento e primo quattrocento.



ITINERARIO PALLADIANO

Il percorso ci permette di ammirare alcuni capolavori del Palladio, nel cuore del centro storico e la Villa più prestigiosa "La Rotonda". Ma perchè gli studenti siano in grado di apprezzare la bellezza di tali opere architettoniche, la visita deve essere preparata adeguatamente in classe. Sono indispensabili fotocopie della pianta e dei prospetti dei palazzi e la macchina fotografica per preparare poi il lavoro di verifica.
Bibliografia: A. Palladio, I quattro libri sull'Architettura, Venezia, 1570; J. Achermann, Palladio, Harmonsdworth, 1966; L. Puppi, Palladio, Milano, 1973.

ARCHITETTURA TRA CLASSICISMO E BAROCCO

Questo itinerario facilita il confronto tra varie forme architettoniche nella Vicenza del '600 e tra gli ideali che guidarono il razionalismo classico e ispiravano gli artisti dell'età barocca.
Bibliografia: F. Barbieri: Il Palazzo Leoni Montanari, Vicenza 1967 C. Semenzato: La scultura Veneta tra il '600 e '700, Venezia, 1966; R. Cevese, Il barocco a Vicenza: Revese, Pizzocaro, Borella, "CISA", 1962.

APPROCCIO CON L'ARTE DEL'600 A VICENZA

L'itinerario porta alla scoperta di tesori pittorici di inestimabile valore e merita un'attenta preparazione. Come premessa o per una successiva integrazione è consigliabile una visita guidata alla Pinacoteca del Museo Civico. Per informazioni Tel. 0444/321348.
Bibliografia: G.M. Pilo, I pittori del 600 veneto, Firenze, 1967; N. Ivanoff, Fr. Maffei, Padova, 1947; G.M. Pilo, G. Carpioni, Venezia, 1961.

LA CIVILTÀ DI VILLA

Gli itinerari proposti per far conoscere alcune delle più interessanti Ville del territorio vicentino, seguono obiettivi didattici precisi che si possono riassumere nelle esigenze di studiare la storia, i costumi, la cultura, la vita sociale, le attività produttive della nobiltà mercantile vicentina e il suo rapporto con i grandi artisti dell'epoca, architetti, scultori e pittori, nel quadro degli avvenimenti storici dei secoli in cui è fiorita la Civiltà di Villa.
Le informazioni per visitare Palazzi e Ville del vicentino si possono chiedere agli uffici per il turismo della Provincia e del Comune, alla Pro-Loco o telefonando direttamente alle ville.
Strumenti: si consiglia di avere a disposizione: la carta stradale o quella turistica della provincia, fotocopie di piante e prospetti delle ville, schede predisposte e macchina fotografica.
Bibliografia: per i Palazzi e le Ville si citano di seguito, evitanti ripetizioni, le opere bibliografiche essenziali: A. Palladio, I quattro libri dell'Architettura, Venezia, 1570; G. Argan, A. Palladio e la critica neoclassica, in l'Arte, 1930; R. Cevese, Ville della provincia di Vicenza, Milano, 1980; L. Puppi, Palladio, Milano, 1973; F. Barbieri, V. Scamozzi, Vicenza, 1952; F. Barbieri, Vicenza, città di Palazzi, Ed. Silvana, Milano, 1987.
T.C.I. Guide d'Italia, Veneto, Milano, 1991.

VILLE E PALAZZI DA VILLAVERLA A THIENE

Percorso: partendo da Vicenza, dopo il bivio della Motta sulla statale n. 46, si imbocca la strada provinciale n. 349 che conduce a Thiene. Appena superato il ponte sul Timonchio (che a Schio si chiama Leogra) si entra nel centro di Villaverla e ci si trova di fronte alla sede municipale cioè alla Villa Verlato. Subito a destra sorge Villa Ghellini, la cui facciata è un pò sacrificata dal piano stradale rialzato, ma sempre molto bella e interessante per l'intelligente distribuzione degli spazi e l'armonia delle forme architettoniche.
L'ingresso alla Villa Ghellini è gratuito ma è necessario prenotare la visita telefonando al n. 0445/855022. Palazzo Colleoni di Thiene, straordinario esempio di castello trasformato in Villa, sorge in pieno centro storico. Si può quasi dire che la città sia cresciuta avendo il castello come punto di riferimento.
Anche chiese e piazze gravitano intorno al Palazzo simbolo di un antico potere e per noi oggi solo espressione di valori storici e culturali.
Prenotare la visita al n. 0445/366015. Ingresso L. 4.000.

LE VILLE DELLA VERDE PIANURA

Percorso: a Caldogno si può arrivare imboccando la via che dal bivio della Motta, sulla statale n. 46, porta al centro del paese dove sorge la Villa. Proseguendo per Dueville e Sandrigo si attraversa un paesaggio ricco di terre fertili e di prati sempre verdi per l'abbondanza di acque che sgorgano dalle risorgive e scorrono limpide nei canali. Le ville sparse restano a testimoniare secoli di vita laboriosa e pacifica.

VILLE A LONEDO Di LUGO VICENTINO

Per raggiungere Lugo si percorre la strada pedemontana tra Breganze e Thiene e si risale quindi la valle dell'Astico fino a Lonedo, dove sorgono le due prestigiose ville che guardano la pianura soicata dalle vene dei fiumi. A Villa Godi Malinverni, molto conosciuta, giungono numerose comitive di turisti per visitare la pinacoteca e il museo dei fossili.
Per appuntamento Tel. 0445/860561. Ingresso L. 4.000; gruppi L. 3.000; studenti L. 2.000.

VILLA SETTECENTESCA E G. B. TIEPOLO

La visita a Villa Valmarana ai Nani richiede particolare attenzione e maggior tempo per ammirare e capire il ciclo di affreschi dei Tiepolo, padre e figlio, che esprimono il gusto e la diversa sensibilità di due generazioni.
Prenotare la visita al n. 0444/543976. Ingresso L. 4.000; gruppi L. 3.000; studenti L. 1.500.
Si raggiunge quindi il centro di Altavilia Vicentina dove sorge Villa Valmarana Morosini, ora sede del CUOA, centro universitario che prepara dirigenti e operatori aziendali.
Per appuntamento telefonare al n. 0444/572499.
Dopo la visita di Villa Morosini, si possono portare gli studenti ai castelli di Montecchio Maggiore, che ispirano a Luigi Da Porto la celebre storia di Giulietta e Romeo, ma che dall'alto del colle di Bella Guardia ricordano secoli di alterne vicende storiche.
Per visitare Villa Cordellina Lombardi è consigliabile la prenotazione all'Assessorato al Turismo della Provincia al n. 0444/399170. Ingresso per comitive L. 1.500.
Volendo completare l'itinerario, si può raggiungere Montorso per ammirare Villa Da Porto Barbaran, dove visse Luigi Da Porto.
Bibliografia: R. Schiavo, Villa Cordellina Lombardi, Vicenza, 1975; M. Levey, G. B. Tiepolo, la sua vita, la sua arte, Milano, 1988.

VILLE E PALAZZI DEI PISANI A LONIGO

Percorso: si consiglia di visitare prima Villa Pisani Ferri del Palladio, che si trova a Bagnolo, pochi chilometri dopo Lonigo lungo la strada che porta a Colonia Veneta.
Prenotare al n. 0444/831104. Ingresso L. 5.000.
Si ritorna quindi a Lonigo, nel centro storico, dove sorge Palazzo Pisani, ora sede municipale. Tel. 0444/834288. Si può infine raggiungere Villa Pisani Ferri, detta "La Rocca Pisana", dello Scamozzi, sul colle vicino. La Villa è visitabile per gruppi previo appuntamento. Tel. 0444/830364. Ingresso L. 3.500.
Bibliografia: A.M. Dalla Pozza, Palladiana X-XI, La Villa Pisani di Bagnolo-Il Palazzo Pisani di Lonigo in "Odeo Olimpico" pp. 203-227; R. Schiavo, Lonigo, Vicenza, 1979, pp. 112-139.

LE VILLE DELLA VAL LIONA

Dopo Brendola si prosegue per Vò e Bocca d'Ansiesa, da dove si scende nella Val Liona che, dopo Pederiva, Spiazzo, S. Germano dei Berici e Villa del Ferro, sbocca nella pianura tra Orgiano e Sossano. Il paesaggio è molto suggestivo e le ville conservano il fascino dell'antico splendore.

TRA COLLI BERICI ED EUGANEI: AGUGLIARO

Da Vicenza la strada statale n. 247 della Riviera Berica, attraversa la fertile pianura, lasciando sfilare, ai piè dei monti i centri storici antichi da Costozza a Sossano. Numerose le ville sparse nell'aperta campagna come ad Agugliaro Villa Dal Verme, bella come un'apparizione, tanto che uno non crede ai propri occhi vedendo, oltre l'argine del fiume, l'immagine di un palazzo giunto dalle rive del Canal Grande.
Le Ville Saraceno sono a poca distanza l'una dall'altra, ma esprimono due epoche diverse, e due modi opposti di intendere la vita in villa.

CA BRUSÀ E VILLA REPETA BRESSAN A CAMPIGLIA

La Ca' Brusà si trova a Lovolo di Albettone che si raggiunge lasciando la strada della Riviera Berica dopo Ponte di Barbarano in direzione dei Colli Euganei. Per arrivare a Campiglia dei Berici si lascia la strada statale a Ponte Botti.
Bibliografia: M. Muraro, La villa palladiana di Rèpeta a Campiglia, Limena, Padova, 1980.

CAVE E MINIERE DELLA VAL LEOGRA

Per una breve visita ai luoghi dove un tempo fioriva l'industria estrattiva è sufficiente risalire una delle valli che dal Monte Civillina scendono in direzione della Val Leogra. L'itinerario che viene proposto inizia da Pievebelvicino e precisamente dalla vecchia centrale idroelettrica di Rillaro dove ha inizio la via Castello. Dopo un pò, sulla costa del monte si apre l'imbocco di una galleria della vecchia miniera.
Ci sono ancora appassionati ricercatori di minerali che frequentano la zona.
Per avere informazioni precise è meglio chiedere alla Pro Loco di Torrebelvicino il nominativo di qualche esperto che può guidare gli studenti in uno dei tanti luoghi dov'è ancora possibile trovare qualche minerale.
Bibliografia: AA.VV., I minerali della Val Leogra e della Val d'Astico nel Vicentino, Grafiche Marcolin, Schio, 1989.

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE - SCHIO

Per visitare il complesso manifatturiero di Archeologia Industriale denominato "Fabbrica Alta" rivolgersi al recapito telefonico 0445/529090 oppure all'Assessorato alla Cultura del Comune di Schio 0445/691111.

MONTE CENGIO E FORTE INTERROTTO

Da Vicenza per Piovene Rocchette si raggiunge il monte Cengio percorrendo la strada statale n. 349 del Costo fino al bivio nel solco della Val Canaglia, prima della locanda al Granatiere.
I pullman possono arrivare fino al piazzale Principe di Piemonte da dove si può proseguire a piedi fino al piazzale dei Granatieri a quota mt 1.258.
Il museo di Canove si trova lungo la via principale nell'edificio della vecchia stazioncina ferroviaria. Per eventuali informazioni sugli orari rivolgersi alla Pro Loco di Roana tel. 0424/66047.
Per arrivare sul Forte Interrotto si possono percorrere anche a piedi i quattro chilometri della strada militare che da Camporovere conduce a quota 1.392.
Bibliografia: G. Pieropan, Guida ad un campo di battaglia, Ed. Rossato; G. De Mori, Vicenza nella guerra 1915-18, Vicenza, Ed. Rumor, 1931.

SULLA CIMA DEL MONTE GRAPPA

Per salire sul Grappa da Bassano si raggiunge Romano d'Ezzelino, dove ha inizio la strada che conduce sulla cima. È una strada di grande interesse non solo storico ma anche turistico per il paesaggio che si può ammirare dai punti panoramici che si aprono sulla pianura e sulle valli di S. Felicita e dei Brenta.
Bibliografia: G. Pieropan, Monte Grappa, guida breve ad un campo di battaglia, 1990; T.C.I.: Il Monte Grappa, guida ai campi di battaglia, Milano, 1940; G. Pieropan, Itinerari della Grande Guerra: dal Pasubio al Grappa, Edizione dell'Assessorato al Turismo della Provincia di Vicenza.