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Dal monte Cengio al Forte Interrotto

Obiettivo did. gen.: Riconoscere i luoghi della nostra provincia (paesi, monti, sentieri e vallate) dove, dal 1915 al 1918, fu combattuta la I guerra mondiale.

Obiettivo did. part.: Tipologie dei sistemi difensivi: trincee, gallerie e fortificazioni.

MONTE CENGIO

La storia del monte Cengio è legata alla grande offensiva austriaca del maggio 1916, la famosa Strafexpedition, che aprì grandi varchi nelle linee italiane e dilagò nelle valli d'Astico e d'Assa fino a raggiungere Arsiero e il monte Novegno.
Sul Cengio, la brigata dei Granatieri di Sardegna, prontamente accorsa, subì gravi perdite, ma i superstiti poterono con l'aiuto di rinforzi, attestarsi su nuove posizioni sopra la Val Canaglia, contribuendo con la loro resistenza a far fallire il sogno austriaco di penetrare nella pianura padana.

Per arrivare sul Monte Cengio bisogna risalire la strada del Costo, che porta sull'Altopiano di Asiago. Dopo la Barricata si entra nella Val Canaglia e si giunge al bivio segnalato per il monte Cengio.
La strada militare sale rapidamente fino ad un incrocio da dove si può continuare per Malga Rocchetta e Forte Corbin.
Continuando si giunge al Piazzale Principe di Piemonte, dove possono sostare i mezzi di trasporto come autobus e pullman.
Si prosegue a piedi lungo l'ultimo tratto di strada, che costeggia il Col Mandre e spazia sui boschi della Val di Sillà, per arrivare al piazzale dei Granatieri e al rifugio omonimo (mt 1.258).

Poco più in alto c'è la chiesetta dedicata ai Granatieri e quindi il piazzale davanti alla galleria comando e alle postazioni per artiglieria in caverna. La mulattiera prosegue fino alla vetta del Cengio (mt 1.350) dove è stata collocata una gran croce metallica. Più in là, un grande strapiombo si apre sulla Val d'Astico e sulla pianura.
Le gallerie e le fortificazioni costruite nel 1917 ricordano altre opere militari approntate nello stesso periodo, come la strada delle gallerie di Monte Pasubio e la galleria "Vittorio Emanuele III" sul Grappa, capolavori di ingegneria ed oggi documenti di archeologia militare.

MUSEO DI CANOVE

Nella vecchia stazione ferroviaria del paese è stato allestito un museo di guerra interessante ed istruttivo, perchè raccoglie una gran quantità di materiali, divise di soldati, fotografie, documenti ed esemplari di tutte le armi offensive e difensive usate nelle battaglie dell'altopiano.
Ci si può quindi facilmente rendere conto delle condizioni in cui dovevano combattere i nostri soldati e di quali armi disponevano per fronteggiare un avversario molto agguerrito.

FORTE INTERROTTO

Notizie storiche. Mentre Italia e Austria sottoscrivevano nel 1885 il patto della Triplice Alleanza, i comandi militari preparavano i piani di nuove fortificazioni lungo il confine trentino fra Adige e Brenta.
Gli austriaci costruirono fortificazioni sul Doss del Sommo, Sommo Alto, Cherie sopra i Fiorentini, Belvedere a Lavarone, Luserna, Verie e Spitz Verie a Vezzena.
A difesa delle valli che scendevano dal confine, gli italiani costruirono: Forte Maso, la Tagliata e Forte Enna sulla Val Leogra, Campomolon sopra i Fiorentini, Campolongo di fronte a Luserna, forte Verena a quota 2.015 che dominava la Val d'Assa. Il Forte Interrotto, costruito nel 1885 a quota mt 1.392 guarda invece la parte centrale dell'Altopiano di Asiago. È una costruzione che somiglia più ad una robusta caserma che ad un forte perchè non ha i requisiti tecnici che caratterizzano questo tipo di fortificazioni.
Tuttavia fu utilizzato egregiamente dagli austriaci, che ritiratisi dopo la Strafexpedition su queste posizioni, lo trasformarono, fino alla fine della guerra, in un ottimo punto di osservazione che controllava tutto l'Altopiano di Asiago. Per raggiungere il forte da Camporovere (mt 1.056) si possono percorrere a piedi i quattro chilometri della strada militare, piuttosto stretta, che porta a quota mt 1.392.

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