Albettone, Sossano, Campiglia dei Berici
La Ca' Brusà di Lovolo di Albettone, con i suoi nitidi volumi e la armoniosa loggia centrale a leggere arcate a tutto sesto, rappresenta un esempio interessante di architettura rinascimentale attuato in una villa di campagna.
La costruzione si presenta articolata in tre parti, due torri laterali, di cui la sinistra più stretta e simmetrica nella disposizione delle finestre, più larga e manomessa nel sec. XVI quella di destra e la loggia in posizione arretrata. L'episodio centrale fa convergere fin dal lungo viale di accesso l'attenzione sulla elegante successione di aeree arcate e sulla loggia che esprime ancora una volta una costante costruttiva nel Veneto del sistema loggiato salone passante asse mediano della disposizione dei vani nell'interno.
Il concetto di rinascimentale simmetria domina questa parte dell'edificio, dove alle tre grandi arcate a tutto sesto della base, poggianti su esili colonne dei capitelli ancora
gotici e volte a crociera, corrisponde il raddoppio proporzionale delle arcatelle leggere del piano superiore, dal profilo puro e armonioso definito dal contrasto chiaroscurale delle ombre.
Apparentemente la presenza delle due torri può rievocare un'idea di castello medievale, mentre appare più plausibile una derivazione dalla tipologia dei palazzi presenti a Venezia fin dal sec. XIII, come possiamo vedere nel fondaco dei Turchi, modello che trova applicazione anche in altri edifici della terraferma, come il castello Porto Colleoni di Thiene.
La Ca' Brusà, ascrivibile agli ultimi decenni del '400, rivela manomissioni nelle finestre oggi architravate mentre mantiene nelle torri una cornice conclusiva in cotto ad arcatelle lobate tardo-gotiche.
VILLA REPETA BRESSAN A CAMPIGLIA DEI BERICI
Voluto da una delle più potenti famiglie del tempo, l'importante complesso architettonico risale al 1672, ricostruito dopo un terribile incendio che aveva distrutto la villa costruita dal Palladio.
L'edificio di nobili forme, che continuano una consolidata tradizione di classicismo, è incentrato su un grande salone passante, affiancato dalle stanze laterali e concluso da
due facciate disuguali ma in sostanziale sintonia strutturale.
Il prospetto meridionale, scandito in due piani da cornici in aggetto scalare, presenta un corpo centrale appena rilevato, dove si aprono tre portali centinati, separati da leggere lesene tuscaniche e corrispettivo simmetrico nel lato posteriore delle profondità chiaroscurali di una loggia a cui si accede per una scalinata a due rampe laterali.
Il piano nobile presenta finestre in asse con quelle sottostanti, risaltate al centro dalle brevi lesene ioniche e del bugnato gentile a solchi profondi.
Le nobili proporzioni dei volumi e delle superfici acquistano in questo modo scansioni lineari orizzontali e verticali, animate da equilibrate corrispondenze, accentuate sia dal robusto cornicione a dentelli conclusivo, affiancato da due bei camini mascherati da
obelischi, con base rococò, unica concessione al barocchetto ormai dominante.
SANTUARIO DELLA MADONNA DELL'AIUTO 0 DELL'OLMO - SOSSANO
Centro agricolo a ricca economia, l'ambito dalle ultime propaggini dei Berici, Sossano presenta quasi all'incrocio degli assi vari principali, il piccolo delizioso Santuario
della Madonna dell'Aiuto e dell'Olmo.
Si tratta di un settecentesco edificio a pianta centrale, attribuito all'architetto veneziano Giorgio Massari.
Dopo il recente restauro la chiesa ha riacquistato l'antico splendore, legato alle preziose linee rococò degli stucchi, agli elaborati ferri battuti, alle dinamiche tensioni della
cupola che corona con armoniose proporzioni le articolate simmetriche del perimetro circolare.
Nella parrocchiale, in una nicchia della parete sinistra, vicino al portale d'entrata, è costudito un bellissimo Cristo nel sepolcro, venerata immagine del Venerdì Santo, opera statuaria in marmo della seconda metà del '400, dal delicato ovale, dalle membra rese con fine realismo, dalle serene equilibrate proporzioni, suggestiva testimonianza di una trepidante partecipazione al dramma umano e divino.
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