Parlando di archeologia
Archeologia, o scienza dell'antico, è il termine usato dai greci per indicare la storia del passato.
Alcune testimonianze dell'interesse per i monumenti delle civiltà scomparse sono presenti in Egitto, Grecia e Roma con la raccolta di documenti e reperti da parte di appassionati eruditi.
Questo dimostra che è sempre stato radicato presso i popoli antichi il desiderio di trovare nel patrimonio mitico religioso del passato le ragioni ideali che fanno comprendere il presente.
Lo studio delle civiltà antiche ha avuto nei sec. XV e XVI i momenti più significativi, ma solo del nostro tempo ha conquistato dopo l'esperienza romantica, la dimensione della ricerca scientifica che inserisce il reperto archeologico nel quadro complessivo della vita e della cultura umana di ogni epoca.
Attualmente stanno maturando anche altri filoni di ricerca dell'antico strettamente legati alla storia economica e sociale del nostro tempo, che ha visto cambiamenti radicali nella vita, nei costumi, nelle tecniche di produzione e nel lavoro: mestieri che sono scomparsa, abilità che non sono più richieste, usi e costumi radicalmente mutati. Le macchine hanno sostituito le braccia nel lavoro dei campi, facendo crollare il sistema di vita patriarcale,
accelerando l'esodo dalle campagne per trasformare i contadini in operai e gli artigiani in tecnici specializzati.
Così è accaduto in tutti i paesi dove prima giravano le ruote dei mulini o dei "magli" che forgiavano il ferro, dei "folli" che battevano la lana per renderla morbida e
resistente. La rivoluzione industriale ha costruito nuove fabbriche, opifici e filande per la lavorazione della lana, della canapa, del lino, della seta e del cotone. Molti ricordano ancora il complicato sistema di pulegge, ruote, volani, cinghie di trasmissione, che azionavano numerosi macchinari dei vari reparti, tem¡bili per l'incolumità degli operai, insieme con le spolette che "volavano" dai telai mettendo in pericolo la vita dei tessitori. Poi è arrivato il motore elettrico a cambiare la struttura delle fabbriche e i processi di lavorazione. Abbandonate le vecchie fabbriche sono stati costruiti edifici moderni
climatizzati per le nuove catene di produzione; così opifici e vecchie filande sono rimasti inutilizzati. A testimonianza di questepoca sono sopravvissuti invece villaggi per gli operai costruiti a partire dal '800 da illuminati industriali e diventati oggi simbolicamente rappresentativi di un interessante periodo storico. Nel vicentino ricordiamo l'importante villaggio della "Nuova Schio" o "Nuovo Quartiere", costruito tra il 1872 e il 1890 da Alessandro Rossi, con impianto stradale a scacchiera, villini per impiegati e dirigenti e case a schiera per gli operai. La rivalutazione storica delle varie fasi che
hanno caratterizzato il processo della rivoluzione industriale in questi ultimi anni ha sviluppato ovunque iniziative per il recupero e riutilizzo delle vecchie costruzioni, diventate importanti reperti archeologi ci da salvaguardare, perchè le nuove generazioni possano conoscere le conquiste sociali e gli avvenimenti storici del recente passato.
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