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2) Roana, Graffiti in Val d'Assa

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viaggio misterioso

ROANA,
GRAFFITI IN VAL D'ASSA


La zona più nota e densa di ritrovamenti è la "parete di quota 824" raggiungibile con due itinerari che partono dal centro di Roana e dalla vicina frazione di Canove.
Per la visita è necessario prendere accordi con il gruppo Archeologico "Ass Taal", sig. Calogero Grado Tel. 0424-692282.

Nella foto: disegno da rilievo dell'arch. C. Conti.

I graffiti della Val d'Assa

In una forra molto profonda e accidentata, che parte dalla Piana di Vezzena fino a unirsi alla Valdastico, sia sul fondo della valle che a mezza costa si trovano segni del passaggio di gente primitive che hanno lasciato più di diecimila incisioni sulla roccia a testimonianza di antiche cerimonie. Si ritiene che la valle suscitasse sulle popolazioni preistoriche un fascino particolare al punto da venerarla come sacra e frequentarla per particolari riti magici e propiziatori. I graffiti più antichi, che risalgono al Neolitico, tra il 5000 e il 4000 a.C. (si tratta però di una datazione non definitiva), sono stati arricchiti nel corso dei secoli da segni che seguivano il mutamento dei riti e dei culti religiosi. Non mancano richiami a probabili miti astrali e cosmologici, e la fantasia dell'osservatore può sbizzarrirsi a piacimento fra segni che "alludono" a macchine ed esseri volanti. C'è infatti chi li considera racconti scritti sulla pietra di invasioni da parte di alieni atterrati sul nostro pianeta a bordo di gigantesche astronavi. Seguendo altri racconti popolari si può visitare il "Tanzerloch" di Camporovere, una voragine profonda circa 78 metri dove gruppi di streghe ballano e cantano come matte, attirando le belle fanciulle che osano avventurarsi nel bosco di notte. Sempre a Roana si possono visitare la "Loite Kugela", una grotta che, grande come una chiesa, serviva da rifugio all'intero paese, e il Giacominerloch, la voragine dove sparì il boscaiolo Josele innamorato della bella Giacomina, una misteriosa creatura che viveva tra fiumi e laghi sotterranei.



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Fonte: APT Vicenza

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