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Focus On: Moscato

Moscato, regina tra le uve aromatiche

Focus On: Moscato

Moscato, regina tra le uve aromatiche, è il giusto nome che gli spetta di diritto per tutte le caratteristiche che si raggruppano in questo tipo di vitigno.

Vite Moscato bianco, originaria del bacino medio orientale del Mediterraneo, viene introdotta in Italia dai coloni greci che portarono con loro semi e tralci di viti, per poterli coltivare una volta giunti a destinazione.
Di questi tipi di vitigni la varietà bianca è la più pregiata, il suo nome deriva da muscum (muschio) a causa del profumo forte e intenso e del suo dolce aroma. Sin dai tempi antichi si ricavava da queste uve un tipo di vino molto dolce, facendo appassire i grappoli di uva al sole e poi pigiarli, oggi con lo stesso procedimento viene prodotto il vino Moscato.

La diffusione al nord di queste uve avvenne nel periodo medioevale, grazie ai Veneziani, che con il loro commercio con le isole mediterranee, lo importarono in tutto il nord Europa. La coltivazione del vitigno non era molto gradito dai viticoltori, per la difficoltà trovata nel produrre il vino passito, ma le classi agiate imposero la coltivazione del vitigno, che ebbe una diffusione molto veloce. Dal vitigno del Moscato Bianco vengono ricavati vini gialli paglierini carichi, freschi e dal sapore molto intenso.

Si suppone che il Moscato Bianco sia varietà che i greci chiamavano Anathelicon moschaton e che i romani chiamavano Uva Apiana (uva delle api) che grazie alla sua dolcezza e al suo profumo attirava gli insetti in cerca di zucchero e di polline.
Il Moscato bianco è un vitigno a foglia medio-larga pentagonale, il grappolo è di grandezza media, cilindrico piramidale, con un acino medio di forma sferica con buccia sottilissima di colore giallo verde.
Viene coltivato in quasi in tutte le regioni d'Italia.

Il Moscato d'Alessandria normalmente chiamato Zibibbo, è una varietà di uva coltivata prevalentemente in Sicilia, in particolare sull'isola di Pantelleria. Di origine Egiziana da cui porta il nome, Moscato d'Alessandria, viene prettamente utilizzata per la produzione di vini dolci e passiti, essa trova impiego in tre categorie, uva da tavola, da vino e da essiccamento.
Il vino che viene prodotto da questi tipo di uva moscato è lo Zibibbo, vino di color giallo paglierino di tendenza verso il d'orato e l'ambrato, facilmente abbinabile a dolci e pasticceria secca.

Il Moscato d'Amburgo, di origine inglese, dove viene chiamato "Black of Alessandria" da non confondere con il Moscato di Alessandria, una volta veniva coltivato solo in serra, poi si è diffuso, prima in Francia e poi in numerosi paesi che coltivano uve, di sapore molto gradevole che risalta le proprie caratteristiche di uva Moscata, ma molto difficile da commerciare, causa la non conservabilità.

Il moscato d'Adda ottenuto da Luigi Pirovano a Vaprio d'Adda nel 1897, da vinaccioli di Moscato d'Amburgo, vitigno di notevole vigoria, dispone di buona fertilità e produzione abbondante anche se in alcuni ambienti può essere soggetto a colatura e acinellatura, provvisti di acini medio grandi con buccia spessa e consistente dal colore nero violaceo, polpa molto carnosa, dolce, con il classico sapore del Moscato. Al contrario del Moscato di Amburgo si presenta con un ottima resistenza al trasporto e alla conservazione.

Il Moscato di Saracena porta il nome della zona in cui viene prevalentemente coltivato, il Comune di Saracena, nell'area del Pollino, in provincia di Cosenza. Da questo vitigno si ricava il vino passito di Saracena, (Moscato di Saracena), viene prodotto con un procedimento antichissimo che prevede la vinificazione dell'uva Moscatello, mischiata al mosto di altre uve, prodotte sul posto (autoctono), come la Malvasia, l'Odoacra e la Guarnaccia, il tutto viene concentrato attraverso la bollitura, riducendo il composto a circa un terzo della bollitura iniziale, con questo procedimento si viene ad aumentare il grado zuccherino e del grado alcolometro, mentre l'aroma e il gusto provengono dall'uva Moscatello, raccolta e lasciata appassire alcune settimane prima della vendemmia, viene aggiunta in giuste proporzioni al mosto concentrato.


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