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Focus On: Come funziona il trapianto capelli?

Un'importante occasione di miglioramento

Focus On: Come funziona il trapianto capelli?

Il trapianto capelli è una via scelta da diverse persone che sono alle prese con la calvizie e che non riescono a vedersi senza capelli. Si tratta di un tipo di trattamento chirurgico che deve essere effettuato tenendo conto della situazione locale della zona da cui i capelli provengono, del livello di perdita dei capelli e, soprattutto, delle attese e delle richieste della persona che si sottopone al trapianto. Da questo discorso si può facilmente dedurre che non si può parlare di una terapia chirurgica da ritenere valida a livello universale e utile in ogni situazione.

Una delle tecniche più avanzate per il trapianto capelli può essere identificata nella cosiddetta Fut: questa sigla è l'acronimo dell'espressione Follicular Unit Transplantation, e sta a indicare il prelievo di una striscia di cuoio capelluto che viene tolto dalla regione occipitale. Non è un caso che sia proprio questa l'area donatrice che viene prescelta, dal momento che in questa zona non si manifestano le influenze ormonali da cui dipende per la gran parte la caduta dei capelli. Che cosa succede, allora, con questo trapianto (anzi, per essere più precisi, con questo autotrapianto)? In pratica, viene adottata una tecnica specifica che va a suturare la zona donatrice in modo tale che l'angolo di crescita dei capelli possa essere rispettato e che, soprattutto, la cicatrice che viene lasciata sia tanto sottile quanto lineare: non più di un paio di millimetri al massimo, il che vuol dire che è quasi invisibile. Si parla, a tal proposito, di una cicatrice estetica, proprio per indicare il fatto che quasi sempre è introvabile e che comunque può essere nascosta con facilità.

Gli step del trapianto capelli

Una volta che la striscia di cuoio capelluto è stata estratta, essa viene sottoposta a una sorta di lavorazione che si avvale dell'impiego di stereomicroscopi ottici: il reperto viene suddiviso in numerose unità follicolari da un bulbo, da due bulbi, da tre bulbi o da quattro bulbi. In questo modo si ottengono degli innesti che sono contati e poi, in funzione delle loro dimensioni, allineati, per essere messi a disposizione del chirurgo. Nella zona ricevente vengono poi praticate delle microincisioni che sono destinate ad accogliere gli innesti che devono essere trapiantati.

Una soluzione alternativa rispetto alla tecnica Fut è la tecnica Fue, acronimo di Follicular Unit Extraction, che viene apprezzata per il fatto di essere ben poco invasiva. In questo caso, infatti, non c'è bisogno di usare cuoio capelluto che sia stato estratto dalla zona della nuca. Occorre, invece, tagliare i capelli fino alla radice. A volte, però, nelle considerazioni delle persone che soffrono di calvizie tale procedimento presenta degli inconvenienti: non tutte le donne, per esempio, accettano di tagliarsi i capelli in maniera così netta; in più, è bene sapere che nell'unità di tempo non è possibile procedere a un numero di innesti troppo elevato, il che vuol dire che la Fue è destinata a rivelarsi molto più lenta rispetto alla Fut. Un aspetto positivo, però, è costituito dalla tecnica poco traumatica che viene impiegata per l'estrazione delle unità follicolari dalla zona donatrice.


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