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Focus On: Come funzionano gli estintori portatili?

Le varie tipologie

Focus On: Come funzionano gli estintori portatili?

In tutti i luoghi di lavoro è indispensabile la presenza degli estintori portatili, che possono essere ad anidride carbonica o a polvere: la scelta va valutata a seconda del livello di rischio del contesto e in base alla classe di incendio. Occorre tener presente che la corretta applicazione degli estintori a polvere differisce da quella degli estintori ad anidride carbonica, anche se in tutti e due i casi si parla di dispositivi portatili: proprio per questo motivo è fondamentale valutare con la massima attenzione il tipo di rischio con cui si ha a che fare nell'ambiente che deve essere protetto.

Il funzionamento di un estintore ad anidride carbonica, come si può leggere sul sito https://www.eurofireantincendio.com/, avviene per raffreddamento delle fiamme, le quali vengono soffocate. La caratteristica più apprezzata di questo tipo di dispositivo riguarda la mancanza di residui lasciati dopo l'applicazione: questo vuol dire che gli estintori di questa categoria possono essere impiegati anche in circostanze che prevedono la presenza di meccanismi vulnerabili o delicati. In linea di massima, un estintore ad anidride carbonica va bene per sopprimere gli incendi che sono causati da gas infiammabili o da liquidi, mentre non sono appropriati per gli incendi che lasciano braci.

Diverso è il discorso per gli estintori a polvere, i quali sono adatti per gli incendi dovuti alla benzina o ad altri liquidi infiammabili, ma anche alla carta, al tessuto o alla legna. Le situazioni di pericolo a cui tali estintori sono in grado di adattarsi sono molteplici e differenti, anche perché le polveri sono polivalenti. Ovviamente, l'acquisto degli estintori portatili rappresenta solo il primo passo per garantire gli standard di sicurezza più elevati in un luogo di lavoro o in qualsiasi altro ambiente, dal momento che in seguito è molto importante provvedere anche alla loro manutenzione e a tutti i controlli del caso. Quando si parla di controlli non si fa riferimento solo a una verifica generale dell'apparecchio, ma anche al suo corretto funzionamento, alla sua dislocazione, alla pesatura del serbatoio e alla segnalazione della pressione.

Per proteggersi dagli incendi, comunque, si può fare affidamento anche sugli estintori carrellati, che hanno un peso più elevato e dimensioni superiori rispetto a quelli dei modelli portatili, oltre a caratterizzarsi per modalità di utilizzo differenti. Gli estintori di questa categoria risultano un po' meno maneggevoli, anche se presentano ruote che ne facilitano il trasporto, e proprio per questo motivo devono essere usati da due persone: una delle due deve muovere la lancia in direzione delle fiamme, mentre l'altra deve attivare l'estintore.

Il vantaggio che viene offerto da un estintore carrellato è rappresentato dalla possibilità di spegnere non solo i focolai che sono scoppiati da poco, ma anche gli incendi più estesi. L'estinguente, a seconda dei casi, può essere a schiuma, a biossido di carbonio o a polvere, mentre il peso in genere va da un minimo di 25 chili a un massimo di un quintale.

Chi è tenuto a garantire la sicurezza di un edificio e a proteggerlo dal rischio di fiamme, tuttavia, non può fare a meno delle manichette antincendio, con i corredi relativi. Le manichette sono tubi flessibili che favoriscono il trasporto dell'acqua, o dell'acqua mista a schiuma, per i dispositivi antincendio idraulici. Quasi sempre esse sono realizzate con un tessuto in poliestere e sono dotate di un sottostrato in gomma impermeabilizzante. La pressione di esercizio prevista è variabile, ma in media oscilla tra gli 8 bar e i 20, con la pressione di esplosione che - invece - può anche essere doppia. Le manichette, una volta usate, devono essere appese a secco in modo che si possano asciugare evitando che si deteriorino per l'acqua ancora presente.


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