Questo sito utilizza i cookies per offrirti la migliore esperienza di navigazione sul sito. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Accetto i cookies No

Cerca nel sito

Invia ad un amico
Livello del fiume Bacchiglione
e previsioni meteo di Vicenza
MONTEVIALE:
VILLA LOSCHI ZILERI DAL VERME

Nicolò Loschi, nobile vicentino, nel 1734, rinnovo il complesso residenziale del Biron (oggi comune di Monteviale). Francesco Muttoni predispose il progetto della nuova costruzione. Gli interni della villa vennero poi affrescati dal quarantenne Giambattista Tiepolo che seppe arricchire le pareti dello scalone e della sala d'onore con splendide immagini.
Secondo la critica, i lavori tiepoleschi al Biron segnano l'ingresso del pittore in una fase matura della sua produzione.

Le immagini ideate dal Maestro hanno un carattere allegorico. Il soffitto dello scalone ci propone un argomento che ritroveremo alla Cordellina di Montecchio: "Il Tempo che scopre la Verità".
Il Tempo, un vecchio alato, alza una bianca stoffa e scopre una donna nuda adagiata sulle nuvole. Ai lati un putto che regge la clessidra del Tempo ed altri due che si avvicinano alla Verità. In un angolo una figura scura, la Menzogna, precipita verso il basso.
Sulle pareri laterali due "false" statue raffigurano il Merito e la Nobiltà.

La prima è un vecchio barbuto che tiene un libro in mano e la seconda una donna che tiene una statuetta rappresentante la dea Minerva. Tiepolo le colloca all'interno di due nicchie. Salendo le scale, dopo il Merito, un'immagine propone la "Vigilanza che trionfa sul Sonno". La Vigilanza, a piedi nudi, scopre il seno e sotto di lei, a terra, vi è il Sonno. Splendide sono le variazioni cromatiche dell'azzurro. Due putti prendono degli acini d'uva da una vite.
Opposta a questo riquadro, vi è l'"Innocenza che scaccia l'Inganno". Una giovane donna, dal seno scoperto, tenendo colla mano sinistra un agnello, scaccia un vecchio dalle gambe a forma di code di serpenti. Il soffitto del salone celebra la "Gloria tra le Virtù". La Fama annuncia colla tromba l'arrivo della Gloria, figura luminosa e dorata. Le, altre virtù stanno attorno: la Giustizia con spada e bilancia, la Fortezza vestita coll'armatura, la Temperanza ed infine la Prudenza. Le nuvole creano un senso prospettico ed il cielo rompe i limiti del soffitto.

Sempre sul soffitto vi sono le allegorie dell'Ingegno e del Valore. Il primo è raffigurato come un giovane alato con elmo ed arco, il secondo, invece, come un uomo barbuto che accarezza un leone e tiene colla mano destra una corona d'alloro.
Sulle pareti laterali, all'interno di cornici, altre allegorie. "La Concordia Matrimoniale" raffigura un uomo ed una donna con al collo una duplice catena d'oro unita da un cuore, sorretto dalla figura virile.
Ai piedi un putto gioca con uno splendido cane bianco. Nell'"Umiltà che scaccia la Superbia" si vede una giovane donna semplicemente vestita di fronte alla quale passeggia un'altezzosa e superba figura femminile che tiene un pavone ed uno specchio.
Mentre nell'immagine dedicata alla "Liberalità che dispensa i doni" si nota una donna che rende da un vassoio, sorretto da un ragazzo, dei gioielli e li offre a dei bimbi.
L'ultima scena raffigura uno splendido giovane seduto, "l'Onore", che viene incoronato con l'alloro da una figura alata, la "Virtù".



Salone e Sala d'Onore
Schema degli affreschi:
  1. Tempo che scopre la verità
  2. Il Merito
  3. La Nobiltà
  4. La Vigilanza
  5. L'Innocenza scaccia l'Inganno
  1. La Gloria tra le virtù
  2. Il Valore
  3. L'Ingegno
  4. Virtù che incorona l'Onore
  5. Libertà dispensatrice di doni
  6. Concordia matrimoniale
  7. L'Umiltà scaccia la Superbia


  • Tiepolo il museo diffuso nel Vicentino
  • Tiepolo e il suo tempo
  • Tiepolo a Vicenza
  • Vicenza: Villa Valmarana
  • Villa Valmarana: La foresteria
  • Vicenza: La chiesa di S.Stefano
  • Noventa: Chiesa Parocchiale
  • Monteviale: Villa Loschi Zileri Dal Verme
  • Rampazzo: Chiesa S. Maria Maddalena
  • Vicenza: Palazzo Chiericati
  • Montecchio M.: Villa Cordellina Lombardi
  • Bassano: Museo Civico