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Secondo Itinerario: descrizione

provincia Vicenza

Vicenza e le piccole dolomiti

Vicenza - Montecchio Maggiore - Peschiera dei Muzzi - Recoaro
Valli del Pasubbio - Schio - Vicenza

Da Vicenza, attraverso il verde delle propaggini prealpine, a Recoaro Terme "La Conca di Smeraldo" fino a famosi centri dell'Archeologia Industriale e del tessile.

Lungo la circonvallazione, al semaforo dopo quello del quartiere Villaggio del Sole a Vicenza giriamo a destra. Dopo aver superato località Biron e prima di arrivare a Monteviale, giungiamo alla villa Loschi Zileri Dal Verme Motterle. Monteviale si sviluppa sui pendii dei colli a nord di Vicenza. Il paesaggio affascina per la bellezza della natura che trionfa in tutte le stagioni dando vita ad effetti cromatici sempre diversi. Villa Loschi Zileri al Biron (ingresso lire 6.000 tel. 0444/570359) è il complesso monumentale di maggior prestigio del territorio comunale. Il salone e le scale padronali sono affrescate da Giambattista Tiepolo che ha lasciato qui un saggio della sua bravura e una testimonianza della cultura barocca attraverso un prezioso ciclo di affreschi.

Creazzo (Municipio tel. 0444/338242) non è solo un fiorente centro economico con la frazione di Olmo ma è anche ricco dal punto di vista artistico-monumentale: chiesa parrocchiale di S. Ulderico, villa Scola Camerini posta sul colle, l'elegante villa Legrenzi detta "Villa del Sole", l'ottocentesca villa Rasia dal Polo, la neoclassica villa Garzadori Fochesato, villa Serta poi Giaconi Bonaguro, la settecentesca villa Monti costruita su una struttura gotica, villa Scola Camerini detta "Ca' Gualda", villa Farinoni Suppiej di stile palladiano, villa Valmarana poi Scola Camerini.

A Sovizzo (Municipio tel. 0444/376120) le scoperte archeologiche di questi ultimi anni hanno portato alla luce una vasta area adibita a zona sepolcrale durante il lungo periodo longobardo. Questa interessante zona si trova nei pressi di un nuovo centro residenziale lungo la strada che conduce a Montecchio Maggiore. Altra curiosità di pregio in centro al paese è villa Sale di S. Damiano ora Curti risalente al sedicesimo secolo con il suo teatro all'aperto visibile dalle cancellate esterne.

Montecchio Maggiore (Pro Loco tel. 0444/696546-695322) è noto per i castelli detti di "Giulietta e Romeo", notevoli esempi di fortificazioni medievali. La loro posizione ispirò a Luigi Da Porto la storia dei due celebri innamorati resa poi immortale da Shakespeare: dalla terrazza di uno di essi godiamo una splendida visuale sulle vallate sottostanti e sulla pianura vicentina (ampio parcheggio zona silenziosa). Altro gioiello da visitare è villa Cordellina (parcheggio sul retro via Lovara 36 - Lire 2.500) che con i suoi giardini, le sue barchesse, le sue forme armoniose ed eleganti testimonia lo sfarzo e lo splendore della nobiltà del diciottesimo secolo. Eretta da G. Massari come omaggio all'architettura palladiana, essa è resa celebre dagli affreschi eseguiti da G.B. Tiepolo che qui operò nell'autunno del 1743. Ritorniamo a Sovizzo e proseguendo, risaliamo la dolce vallata che conduce alla località Peschiera dei Muzzi: vecchie contrade e antiche colture testimoniano l'esistenza di una civiltà contadina che affonda le sue origini nei secoli passati.

Verdi paesaggi e scorci suggestivi ci accompagnano fino alla successiva tappa: Castelgomberto (Municipio tel. 0444/940003). Qui merita una visita non frettolosa villa Da Schio elegante invenzione dell'architetto A. Pizzocaro risalente al 1666: ammiriamo qui i meravigliosi giardini impreziositi da arredi settecenteschi e da importanti specie arboree (visita Lire 10.000 solo giardini).

Prossima meta: Trissino (Municipio tel. 0445/499311). Il paese ci appare in tutta la sua armonia dall'alto del colle, antico feudo dei conti Trissino da cui il paese prende il nome. Regina incontrastata del luogo, villa Trissino ora Marzotto sorge di fronte l'antica parrocchiale sulla sommità della collina (visita Lire 5.000 solo giardino, Lire 10.000 con interni). Un ingresso dai curiosi pinnacoli orientaleggianti ci introduce al giardino, mirabile opera di F. Muttoni, progettato nel 1772: lasciamoci condurre dall'artista attraverso un susseguirsi di terrazze e belvederi, scoprendo lentamente e con non poca sorpresa le ingegnose soluzioni architettoniche e gli eleganti passaggi. La peschiera ottagonale incastonata come una gemma preziosa al centro di un vasto spazio popolato di statue, conclude la suggestiva passeggiata. Risaliamo dunque il crinale della collina verso Selva di Trissino lasciandoci rapire dalla dolcezza del paesaggio: una breve sosta ci permetterà di gustare inoltre saporiti piatti frutto della genuina tradizione locale.

Una rapida discesa ed eccoci a Chiampo: la presenza di numerose concerie e di cave di marmo ne ha fatto un importante centro dell'economia vicentina. Presso una delle mete in cui si celebrerà il Giubileo del 2000, il Santuario Madonna della Pieve (fedele riproduzione della Grotta di Lourdes con grandiosa via Crucis), visitiamo l'interessante museo dei fossili, la gipsoteca ed il nuovissimo museo che raccoglie centinaia di specie di animali imbalsamati (per informazioni padre Raffaele tel. 0444/623250).

Giungiamo ad Altissimo (Municipio tel. 0444/687613), territorio che affascina per le bellezze paesaggistiche. L'altitudine perfetta e la tranquillità dei boschi fanno di quest'area luogo ideale per piacevoli soggiorni al riparo dalle calure della pianura (area attrezzata con barbecue - villeggiatura e punto di partenza per passeggiate ed escursioni a piedi e in mountain-bike nel verde incontaminato dei boschi).

Valdagno (Municipio tel. 0445/428212) ci accoglie con il suo piccolo ma curato centro storico (una visita alla chiesa arcipretale del 1778) e ci invita ad assaggiare il rosolio, distillato di petali di rosa secondo l'antica ricetta tramandata nel tempo. La cittadina è nota soprattutto per l'industria tessile legata al nome del conte Gaetano Marzotto, il quale ne mutò pure il volto urbanistico con l'innovativa costruzione di quartieri adibiti a residenze per gli operai.

Proseguendo per la statale 246 incontriamo Recoaro (APT Numero Verde tel. 1670/14113). Recoaro è un centro termale ed è meta di soggiorni rilassanti e terapeutici, sin dai tempi della Repubblica Serenissima. Le acque da bere sono utilissime per curare gli apparati digerente ed urinario, per carenza di ferro e per affezioni epatiche. Incantevoli e rilassanti sono le passeggiate nell'ampio e splendido giardino delle Terme (a pagamento). Dal centro del paese la nuovissima cabinovia ci porta sino a Recoaro Mille dov'è consigliabile fare una bella passeggiata a piedi (2 ore) o in mountain-bike sul'Altopiano delle Montagnole: le Piccole Dolomiti sono vicine a noi offrendoci panorami suggestivi e scorci di rara bellezza, con pareti rosate, guglie e pinnacoli (numerosissime le attività sportive praticabili). Boschi cedui ricchi di faggi e di castagni ci invitano a raggiungere Staro e proseguire alla volta di Valli del Pasubio, qui non potrà mancare un assaggio della gustosa "sopressa", vera prelibatezza locale ed una visita alla bella chiesa barocca di Santa Maria del 1766 a cui si accede salendo una inusuale quanto scenografica scalinata: all'interno sono conservate opere pittoriche e scultoree di notevole pregio tra cui spicca una pietà della seconda metà del 1500 (parcheggio di fronte al teatro civico).

Da qui è possibile raggiungere diverse contrade isolate e immerse in una natura ancora incontaminata dove il tempo pare essersi fermato: Enna, Scorzati, Offiche, ecc. Facciamo una breve deviazione verso Pian delle Fugazze. Lungo il percorso troviamo nei pressi del Rifugio Balasso (tel. 0445/593055) il Giardino Botanico Alpino S. Marco (apertura da aprile a ottobre nei giorni festivi - tutti i giorni per i gruppi - percorso attrezzato per disabili - tel. 0444/505982). In prossimità del passo di Pian delle Fugazze s'innalza per trentacinque metri l'Ossario del Pasubio, struttura che custodisce le spoglie di tredicimila caduti italiani e austriaci della Iª Guerra Mondiale (Comunità Montana Leogra-Timonchio tel. 0445/530009). Ritorniamo a Valli e scendendo verso Schio incontriamo dapprima Torrebelvicino antico feudo medioevale e più a valle Pievebelvicino: una sosta permetterà di visitare l'antica parrocchiale, matrice di tutte le chiese della Val Leogra, sorta su precedenti resti di un tempio pagano: vi è conservato un coro ligneo di notevole pregio recentemente restaurato, mentre la moderna chiesa al centro del paese custodisce una preziosa scultura del Cristo Passio in terracotta, di scuola dei Della Robbia, risalente al sedicesimo secolo.

Dopo poco Schio (Municipio tel. 0445/691111) ci accoglie con i suoi palazzi liberty, le sue vie antiche, i suoi negozi: il mercato variopinto del Mercoledì accentua il carattere dinamico ed economico di questa elegante cittadina, nota soprattutto per la fiorente industria tessile legata al nome di Alessandro Rossi (esistono ben 11 itinerari legati all'Archeologia Industriale locale - CIDI tel. 0445/530279-529554): la Fabbrica Alta, gli asili per i figli degli operai, le semplici ma decorose abitazioni per i lavoratori, il giardino Jacquard, testimoniano l'innovativa concezione urbanistica di questo illuminato imprenditore del secolo scorso. Una visita merita pure l'imponente Duomo sopraelevato dalle inconfondibili forme neoclassiche e l'antica chiesetta romanica di San Martino in località Aste decorata da un eccezionale ciclo di affreschi del quattordicesimo secolo.

Ritorniamo sulla statale per Vicenza ammirando la verde campagna e le rigogliose colture. All'altezza di Isola Vicentina (Municipio tel. 0444/976097) una strada in salita ci conduce sopra le dolci colline panoramiche di Torreselle (vicino al cimitero c'è un'area attrezzata) e Ignago. Da Castelnovo si può raggiungere la Guizza, ottima area attrezzata (Pro Castelnovo tel. 0444/976824).

Costabissara ci invita a visitare il magnifico parco di Villa San Carlo (entrata libera - tel. 0444/971031) in puro stile inglese, meta di romantiche passeggiate e di solatii romitaggi. La campagna ci lascia, le costruzioni aumentano: siamo alle porte di Vicenza. La città del Palladio è pronta con altre sorprendenti meraviglie.




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